Anno 2004

Cerca in PdD


Cavalleggeri Guide e Lancieri di Aosta a Custoza

Franco Apicella, 24 giugno 2004

Per una singolare coincidenza i reggimenti di cavalleria Lancieri di Aosta e Cavalleggeri Guide celebrano la festa di Corpo nello stesso giorno, il 24 giugno, anniversario della battaglia di Custoza combattuta nel 1866. Le ricorrenze prendono il nome da due diverse località divenute simbolo degli episodi di cui furono protagonisti i reggimenti: Monte Vento e Oliosi.

In quella battaglia, vero battesimo del fuoco per l'esercito da soli cinque anni diventato italiano, l'ambiente naturale impone che la cavalleria venga impiegata in prevalenza per l'acquisizione preventiva e il controllo di rotabili e punti dominanti. Il 1° corpo d'armata alle ore 8 del 24 giugno avanza per occupare le posizioni di Oliosi, a metà circa della strada che congiunge Valeggio con Castelnuovo del Garda. In avanguardia e a sostengo del 1° corpo ci sono il 3° e il 4° squadrone di Guide che, avanzando verso gli austriaci con numerose e ardite cariche estese anche alle località di Campagna Rossa e Monzambano, consentono alle fanterie italiane di consolidarsi sulle posizioni raggiunte.

Alle 9.30, sopraggiunti rinforzi a favore degli austriaci, viene fatto intervenire il 2° squadrone di Aosta che per ben due volte carica l'avversario presso la cascina Valpezona ancora oggi riconoscibile da chi percorre la strada così come è raffigurata in un quadro che ricorda l'episodio e custodito al museo del Risorgimento di Roma. Gli austriaci sono respinti ma il vantaggio conseguito deve essere mantenuto per consentire all'artiglieria e ai bersaglieri in riserva di prendere posizione su Monte Vento e impedire alle forze austriache di avanzare verso il Mincio. Vengono quindi fatti avanzare gli squadroni di Aosta che caricano per ben 14 volte: 5 cariche di reggimento e nove di squadrone e plotone. Le colonne austriache sono arrestate.

Alla testa degli squadroni è sempre presente il colonnello comandante, Alessandro Vandone, che nel grado di capitano aveva comandato lo squadrone di Aosta nel reggimento cosiddetto provvisorio costituito con il contributo di 5 reggimenti di cavalleria per il corpo di spedizione in Crimea nel 1855. Forse anche quella prima inusitata missione fuori area aveva avuto il suo peso nella esperienza maturata dal colonnello Vandone, che verrà decorato per le cariche di Custoza con la Medaglia d'Argento al Valor Militare.

Agli Stendardi di Guide e di Aosta viene concessa rispettivamente la Medaglia d'Argento e la Medaglia d'Oro al Valor Militare. A Guide "Per l'ardimento e lo slancio ammirevoli con cui gli squadroni del reggimento, durante la battaglia di Custoza, il 24 giugno 1866, in difficili frangenti cimentandosi, eseguirono sul nemico assalti e cariche coronati dal successo, nonostante le gravi perdite subite". Questa invece la motivazione per Aosta: "Visto che la 1^ divisione trovavasi in ritirata inseguita dal nemico fino quasi a Monte Vento, furono fatti avanzare due squadroni di Lancieri di Aosta e quindi gli altri dello stesso reggimento; tutti con brillanti e ripetute cariche, arrestarono l'inseguimento del nemico e diedero tempo a concentrare presso il Monte Vento la riserva del corpo d'armata, rendendo così uno splendido ed eminente servizio."

La Medaglia d'Oro concessa allo Stendardo di Aosta è l'unica attribuita a un reggimento di cavalleria nelle guerre di indipendenza. Si può dire che la cavalleria viene gratificata della massima ricompensa una volta ogni secolo: nel 1796 è Genova a meritare due Medaglie d'Oro per lo stesso fatto d'arme, il Bricchetto, in cui sbaraglia la cavalleria di Napoleone; nel 1866 Aosta si fa onore a Monte Vento; infine Savoia e Novara sul fronte russo nel 1942 meritano entrambi la Medaglia d'Oro al Valor Militare allo Stendardo.

I Lancieri di Aosta hanno anche un altro motivo per ricordare la battaglia di Custoza. Mentre il reggimento è impegnato a Monte Vento, a Villafranca si trova la 16^ divisione al comando del principe Umberto, già comandante di Aosta nel 1862 e futuro re Umberto I. In una fase critica della battaglia il principe dà ordine al II battaglione del 49° reggimento fanteria di disporsi a quadrato e resiste insieme ai fanti alla pressione degli ulani austriaci. L'episodio vale a Umberto la Medaglia d'Oro al Valor Militare e viene rievocato da De Amicis in un famoso brano di Cuore.

Più mesto invece è il destino che attende dopo molti anni un altro dei protagonisti di quel giorno, Vittorio Asinari di Bernezzo. Tenente in Guide, il 24 giugno 1866 comanda il 3° squadrone chiamato a caricare in difesa dei superstiti del 29° fanteria stretti intorno alla loro bandiera a Campagna Rossa presso Oliosi. Colpito durante la carica, caduto e creduto morto è portato dagli Austriaci in una stalla da cui poi viene tratto miracolosamente in salvo.

Nel 1909 si svolge a Brescia la cerimonia di consegna dello Stendardo al neo costituito reggimento Cavalleggeri di Aquila. Presiede il generale Vittorio Asinari di Bernezzo e pronuncia un discorso con un accenno accorato alle terre venete irredente che le autorità giudicano inopportuno. In 24 ore il generale è collocato a riposo. Giovanni Pascoli interpreta il diffuso sentimento di indignazione contro un decisione ritenuta quanto meno ingrata con una ode intitolata proprio "A riposo". Le autorità non recepiscono il messaggio. Siamo già nel XX secolo.

FAI CLICK SU QUESTO LINK ED ESPRIMI LE TUE IDEE NEL FORUM