Anno 2004

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Bosnia-Herzegovina, da NATO Sfor a UE Althea

Franco Apicella, 28 settembre 2004

Entro la fine dell'anno il contingente NATO SFOR (Stabilisation force) schierato in Bosnia Erzegovina sarà sostituito da truppe poste sotto il comando dell'Unione Europea nella missione ridenominata Althea. Il numero degli uomini impiegati scenderà da 9.000 a 7.000 circa, mentre la NATO continuerà a mantenere una propria rappresentanza a Sarajevo per assistere nella costituzione delle forze armate bosniache e proseguire nella ricerca dei criminali di guerra.

Dopo l'annuncio ufficiale dato lo scorso 17 settembre i dettagli sono stati illustrati la settimana successiva ai ministri della difesa europei dall'ammiraglio Rainer Feist, capo della missione militare dell'UE che, col cappello NATO, è anche vice comandante supremo alleato in Europa. Verrà in sostanza applicato il Berlin plus agreement, richiamato in più occasioni lo scorso anno da lord Robertson sulla fine del suo mandato di segretario generale dell'Alleanza. All'epoca stava per nascere un contenzioso tra gli USA e alcuni alleati europei, Francia e Germania in testa. Questi ultimi prevedevano per l'UE la creazione di una capacità militare del tutto autonoma rispetto alla struttura NATO mentre gli USA, appoggiati dalla Gran Bretagna, consideravano questo progetto una duplicazione inutile e dispendiosa.

La diatriba era forse più legata alle divergenze contingenti sull'Iraq che a una effettiva volontà da parte europea di dare vita a un impegno militare inconsueto per gli standard del vecchio continente e che avrebbe richiesto uno sforzo improponibile per i vari bilanci della difesa. Il problema non riguarda tanto le forze, che ciascuna nazione può gestire con l'éscamotage delle opzioni di impiego precettandole per la NATO, l'UE e qualsiasi altra alleanza o coalizione e riservandosi di assegnarle definitivamente all'atto dell'esigenza. Le maggiori risorse sarebbero piuttosto richieste per la creazione di strutture e assetti di comando e controllo.

Per condurre missioni in maniera autonoma ed efficace occorre disporre di strutture che non possono essere improvvisate al momento e che, se non preesistenti, devono essere costituite in funzione dell'esigenza traendo le risorse da comandi già operativi e collaudati. E' quanto nel tempo ha fatto la NATO proprio con SFOR prima e poi con KFOR per il Kosovo. Quando per sostenere l'impegno - iniziato in Bosnia nel 1995 e in Kosovo nel 1999 - non è stato più possibile impiegare al completo una delle strutture esistenti, l'Alleanza ha attinto le risorse necessarie da diversi organismi senza azzerarne la normale operatività e ha costituito comandi ad hoc che si avvicendavano nelle operazioni.

Un simile procedimento sarebbe difficilmente replicabile in ambito UE, visto che non esiste una struttura militare dell'Unione con comandi dedicati, né al momento ne sembra ipotizzabile la costituzione per evidenti motivi di bilancio. Era quindi inevitabile tornare alla soluzione Berlin plus, che prevede la possibilità per l'UE di utilizzare assetti NATO coordinando le sue attività nell'ambito del comando supremo alleato in Europa (SHAPE) anche grazie alla figura del vice comandante che indossa anche il cappello europeo.

Apparentemente dunque tra SFOR e Althea cambia molto poco, visto che le nazioni non potranno inventare nuove forze da schierare e continueranno con buona probabilità a impiegare nelle rotazioni quelle unità che finora si sono alternate. La struttura di comando sarà costituita ad hoc e, anche se a leadership finlandese nel primo turno, verrà verosimilmente composta con criteri analoghi a quanto fatto finora traendo le risorse da comandi ormai collaudati a fornire questo tipo di contributo. La vera novità sarà piuttosto nella direzione politica della missione.

Esistono già due precedenti: la missione in Macedonia che ha preso il via il 31 marzo dello scorso anno con un analogo passaggio di responsabilità dalla NATO alla UE e la missione in Congo iniziata nel giugno 2003, atipica per la sua marcata connotazione francese. La Macedonia è stata un esperimento in vitro, che tuttora non ha richiesto l'assunzione di importanti decisioni politico militari per le quali però l'Unione Europea non dispone di una assemblea collaudata come il Consiglio Nord Atlantico (NAC) della NATO.

Al momento sembrano comunque superate - o forse solo congelate - le divergenze più forti sulle modalità attraverso cui realizzare la capacità europea di difesa. Althea è un buon banco di prova ed è stato reso ancora meno ostico dalla esclusione di un problema: la caccia ai criminali di guerra, prudentemente lasciato alle competenze della NATO.

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