Anno 2004

Cerca in PdD


L'Assemblea parlamentare della Nato a Venezia

Franco Apicella, 18 novembre 2004

Dal 12 al 16 novembre si è svolta a Venezia la 50^ sessione annuale della Assemblea dei parlamentari della Nato. L'Assemblea è formata da rappresentanti dei poteri legislativi dei paesi membri dell'Alleanza atlantica e di tredici paesi associati. Costituita nel 1955 come Conferenza dei parlamentari della Nato e ridenominata nel 1966 Assemblea atlantica, era limitata fino al 1989 alle 16 nazioni della Nato. Negli anni successivi, con l'allargamento dell'Alleanza, si è giunti alla attuale denominazione e composizione.

L'Assemblea è un forum di dialogo internazionale a livello parlamentare per discutere tematiche di sicurezza, politiche ed economiche con l'obiettivo di sviluppare la comprensione reciproca e quel consenso che sta alla base della politica dell'Alleanza. A partire dal 1989 l'Assemblea ha ampliato l'orizzonte delle sue competenze, integrando nei propri lavori rappresentanti di paesi non membri per fornire assistenza allo sviluppo della democrazia in tutta l'area euroaltantica.

Questo nuovo approccio è mirato alle peculiarità di ciascun paese, sia quelli che intendono diventare membri effettivi della Nato sia quelli che sono orientati solo alla cooperazione, inclusi i paesi del Caucaso e del Mediterraneo. L'Assemblea pone particolare attenzione allo sviluppo dei meccanismi essenziali per il controllo democratico delle forze armate. La delegazione che ha monitorato le elezioni in Ucraina e il seminario svolto il 17 e 18 ottobre in Mauritania su sicurezza e sviluppo della regione del Sahara-Sahel sono due esempi delle attività dell'Assemblea.

Nella sostanza l'Assemblea svolge solo funzioni consultive a beneficio dei rispettivi parlamenti orientandoli a controllare e influenzare l'azione dei governi, effettivi responsabili della politica dell'Alleanza. L'incontro di Venezia è stato tuttavia particolarmente significativo, come ha sottolineato il segretario generale della Nato, Jaap de Hoop Scheffer, visto che per la prima volta il Consiglio Nord Atlantico, vero organo esecutivo dell'Alleanza, ha incontrato con i parlamentari nella loro Assemblea.

Nel suo discorso del 13 novembre Scheffer ha ribadito quanto aveva già espresso a Berlino il 6 ottobre scorso, reclamando per la Nato un ruolo più marcatamente politico, sostenuto anche attraverso il dibattito interno alla stessa Alleanza. Senza remore di sorta il segretario generale ha detto: "Dobbiamo rimuovere l'idea che una discussione del Consiglio Nord Atlantico debba sempre portare necessariamente al consenso verso una operazione militare".

L'affermazione è stata sicuramente accolta con favore dall'uditorio dei parlamentari, che rappresenta anche la grande parte di opinione pubblica europea diffidente verso l'unilateralismo Usa. Dopo questa dichiarazione Scheffer ha evidenziato le tre aree in cui a suo avviso l'Assemblea dei parlamentari può fornire un contributo determinante.

Innanzitutto è necessario che le opinioni pubbliche dei vari paesi comprendano che non è più tempo di concepire la difesa nazionale in un'ottica territoriale. L'esigenza di proiettare stabilità, anche in regioni remote, è ormai un presupposto imprescindibile per la sicurezza interna di ciascun paese. Strettamente connessa a questa visione è l'esigenza di disporre di strumenti militari moderni, rispondenti alle nuove esigenze. Questa è la seconda area in cui Scheffer ritiene che l'Assemblea possa contribuire nello sforzo di convincere i rispettivi governi a rendere disponibili le risorse necessarie.

La terza area, "sfida cruciale" definita da Scheffer e forse più vicina delle altre alla sensibilità dei parlamentari, è la necessità di una più stretta cooperazione multilaterale tra nazioni e istituzioni. Il segretario generale aveva già lanciato questo appello a Berlino lo scorso 6 ottobre, ma averlo ripetuto oggi di fronte alla Assemblea dei parlamentari assume una valenza diversa, quasi una consacrazione del multilateralismo.

E' difficile prevedere quanto possa essere efficiente sul piano militare una Nato multilaterale secondo i canoni indicati da Scheffer. L'esperienza dice che la forza dell'Alleanza è sempre stata nell'unanimità delle decisioni prese attraverso il consenso raggiunto con tempestività. Nuovi scenari sono senz'altro possibili, ma forse vale la pena di notare che il 16 novembre, praticamente alla chiusura del lavori, è intervenuto anche il generale James L. Jones, comandante supremo in Europa. Ricordando le recenti violenze in Costa d'Avorio, Jones ha indicato nell'Africa la possibile sfida alla sicurezza nei prossimi anni.

I segnali appaiono contraddittori. Da un lato il segretario generale rilancia il multilateralismo e soprattutto un ruolo politico più rilevante per la Nato. Appare tuttavia difficile sostenere l'esigenza di aumentare il numero delle organizzazioni internazionali che operano a livello politico con incisività e risultati vari o addirittura discutibili. Per contro c'è l'invito alle nazioni Nato a contribuire allo sforzo di modernizzazione degli strumenti militari. Ma la modernizzazione è solo uno dei pilastri dell'efficienza, che nel multilateralismo ben difficilmente può trovare un moltiplicatore di potenza.

FAI CLICK SU QUESTO LINK ED ESPRIMI LE TUE IDEE NEL FORUM