Anno 2004

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Francesco Bergamo, 6 dicembre 2004

Qualunque azione fatta dall'uomo ha bisogno del consenso altrui. Se poi l'azione serve per comandare, allora il consenso è indispensabile. I media risultano essere, in questo caso, i mezzi principali per la fabbricazione del consenso.

Oggi viviamo nell'era della comunicazione, ma il perno attorno al quale ruota l'azione è sempre l'uomo. Un manager per essere competitivo deve essere aggiornato anche sulle notizie che escono nei giornali specialistici oltre ai quotidiani normali. Ma visto che il tempo stringe e non basta mai le aziende forniscono ai loro manager delle rassegne stampa di tipo on-line.

Questa - in linea di principio - potrebbe essere un'azione giusta, ma con alcune riserve. Lo stesso, ovviamente, succede con gli alti gradi militari che sovente consultano la rassegna stampa fornita dal ministero della Difesa. Insomma, tutti cercano di essere informati sull'andamento sia generale sia settoriale degli eventi.

Tutto questo per avere una visione più ampia e aggiornata delle cose e cercando, naturalmente, di agire di conseguenza, confortati anche dalle notizie apprese, per il raggiungimento dello scopo prefissato. Ma nonostante la bontà della rassegna stampa on-line si nasconde, comunque, un'insidia: la "contestualizzazione" dell'articolo.

Ogni giornale ha un suo stile nell'impostare graficamente la pagina. L'impaginazione, dunque, riflette l'anima della testata. Ogni testata ha una finalità da raggiungere che può essere simile ad altri giornali, ma non uguale. L'impaginazione serve per fare presa sul potenziale lettore occasionale ma nel contempo deve dare tranquillità al lettore affezionato.

Quest'ultimo instaura con la testata un rapporto affettivo e di riferimento. Il lettore riceve un'azione tranquillizzante, appunto. Il lettore affezionato cerca la tranquillità leggendo il "suo" giornale per placare l'ansia della "diurnalia". La ricerca spasmodica delle "effemeridi" porta il lettore alla dipendenza psichica dell'effemeride stessa.

L'impaginazione non è altro che l'insieme delle effemeridi dentro un campo definito. La prima pagina de "la Repubblica" è diversa dalla prima pagina de "il Messaggero". La differenza si nota anche per i temi importanti e di attualità. Infatti, pur essendo menzionato il "fatto del giorno", non necessariamente è stato impaginato nella stessa maniera. La gerarchizzazione (priorità) delle notizie (effemeridi) varia da testata a testata. Il motivo è da ricercarsi nel pubblico di riferimento del quotidiano stesso.

Ora, se si prendessero due o più prime pagine di quotidiani diversi, ma con lo stesso giorno di pubblicazione, si assisterebbe a questa differenza: la stessa notizia, ad esempio X, potrebbe essere posizionata in posti diversi e con ampiezza diversa. Inoltre, sarebbe contornata da altri articoli. Gli articoli di contorno potrebbero influire sul senso dell'articolo X.

Mettiamo per ipotesi che l'articolo X parli della lotta alla criminalità organizzata portata avanti dalla polizia di Stato e l'articolo di contorno parli della scarcerazione di un noto boss mafioso, fatta dalla magistratura, per decorrenza dei termini, il risultato potrebbe essere che il lettore penserebbe che la lotta alla criminalità non sia efficace in quanto poi scadrebbero i termini.

Contestualizzazione, dunque. Nella rassegna on-line la contestualizzazione non si vede, allorché, il lettore legge solo l'articolo e perde, così, il contatto con il mondo reale. La rassegna on-line raccoglie il pezzo scritto su quell'argomento o sigla o nome. Dunque, ritornando all'esempio soprascritto, se si parlasse della polizia, si leggerebbe solo della polizia e non si potrebbe avere anche il parametro della contestualizzazione che porterebbe a leggere anche il pezzo scritto sulla magistratura.

Come si vede il quadro d'unione ne esce zoppo. Spesso per creare movimenti d'opinione e per avere il consenso, gli interessati partono da lontano e con altri argomenti. Solo in una seconda battuta e con le dovute cautele arriveranno all'argomento in causa, tutto, chiaramente, per avere l'appoggio dell'opinione pubblica.

La rassegna on-line è uno strumento buono, ma non ottimo. Il vertice, purtroppo, viene costretto ad interpretare la realtà dei fatti in maniera parziale e non del tutto spiegata. Nella sostanza il vertice deve impegnarsi per far quadrare il cerchio, ovviamente con un notevole dispendio di energie in più.

Quando cambiano gli assetti proprietari di un giornale dopo pochissimo tempo cambia qualcosa anche nell'impaginazione e naturalmente anche l'obiettivo del pubblico o target, qual dir si voglia, sarà diverso. Da tutto ciò si può dire che la rassegna on-line va bene nei limiti che il lettore sia cosciente dell'esistenza di questi parametri.

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