Anno 2004

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Afghanistan, altri due attacchi suicidi a Kabul

Giovanni Bernardi, 28 gennaio 2004

Un soldato britannico è morto questa mattina a Kabul a seguito di un attacco suicida condotto da una autovettura contro una pattuglia in servizio nella zona est della città, vicino Camp Souter, sede del comando UK. Tre suoi colleghi e l'interprete afghano sono rimasti feriti. Contemporaneamente, un secondo attacco, che ha causato solo feriti, è stato portato poco distante dalla installazione di Camp Warehouse, base tedesca che ospita anche 400 soldati canadesi nella parte opposta della capitale.

Gli attentati sono avvenuti nel momento in cui nella base canadese si teneva una cerimonia di commemorazione per il caporale Jamie Murphy che ha perso la vita ieri a seguito di un attacco suicida condotto contro la sua pattuglia. Sembra che gli episodi siano stati rivendicati da non meglio identificate fonti talebane.

A conferma di quanto scritto ieri su queste pagine, il maggior generale Andrew Leslie, comandante del contingente canadese, ha affermato che gli attentati dimostrano che gli avversari stanno cambiando la loro tattica. Lo stesso generale ha però detto che, nonostante gli attentati siano stati rivendicati, non è ancora chiaro chi li abbia condotti.

Il cambio repentino nella strategia di attacco da parte dei rivoltosi indica che una nuova fase afghana è iniziata. Una fase nella quale il nemico non va più identificato con combattenti che possano essere affrontati con forze convenzionali e metodi lineari occidentali. Ora il nemico può essere dappertutto: a Kabul come in una qualsiasi delle città dove sono stati schierati e dove si schiereranno i Provincial Reconstruction Team e in una delle città dove si stanno tenendo le operazioni di registrazione degli aventi diritto al voto.

La cautela del generale Leslie nell'identificare gli attentatori e i loro mandanti con forze talebane indica che le informazioni acquisite dai servizi di intelligence fanno ipotizzare che il cambio di strategia sia dovuto a un nuovo tipo di resistenza che tende a fare dilazionare quanto più possibile il processo democratico avviato con l'approvazione della nuova Costituzione da parte della Loya Jirga e le previste elezioni del mese di giugno.

Il ritardo a tempo indefinito delle elezioni renderebbe di fatto non autorevole la posizione del presidente Karzai e inefficaci tutte le misure per riportare le provincie afghane sotto l'autorità centrale. Il warlord periferici continuerebbero a gestire il potere nelle aree sotto il loro controllo e continuerebbero a usufruire degli enormi guadagni dovuti alla coltivazione del papavero (il 75% del mercato mondiale di droga è di produzione afghana).

Non è azzardato ipotizzare che la nuova strategia possa tendere a colpire anche contingenti di altre nazioni, disincentivando l'invio di altri militari da sommare ai poco più di 5.000 attualmente presenti. Il segretario generale della NATO ha sottolineato di recente che l'Afghanistan costituisce missione primaria per l'Alleanza e ha invitato le nazioni che contribuiscono a ISAF a inviare un maggior numero di uomini.

La nuova strategia di attacco terrorista si oppone anche a questo, ben sapendo che senza quei 15.000 uomini indicati come necessari per il controllo del territorio la NATO poco può fare per ristabilire ordine e democrazia nel paese. Secondo il presidente pakistano Musharraf, che si è di recente espresso sull'argomento, ne sarebbero necessari 30.000. La questione della sicurezza in Afghanistan tende a diventare un problema grave e urgente.

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