Anno 2004

Cerca in PdD


La Forward Challenge 2004 della brigata Friuli

Giovanni Bernardi, 18 aprile 2004

L'esercitazione Forward Challenge 2004 della Friuli, che si è svolta nel mese di marzo in Sardegna, può essere considerata allo stesso tempo punto di arrivo e di partenza per la brigata aeromobile, il cui comando ha sede a Bologna. Punto di arrivo della serietà e derminazione con cui per tre anni si è perseguito l'obiettivo della validazione come unità aeromobile e punto di partenza della nuova professionalità dell'Esercito italiano.

Con l'impiego di circa 2.000 militari, oltre 700 mezzi, 52 elicotteri tra multiruolo (AB-205, AB-412, A-109) e d'attacco (A-129 Mangusta), 10 blindo Centauro, 9 carri Ariete, 6 obici FH-70, la brigata ha affrontato quello che si è rivelato il più grande impegno addestrativo della sua breve storia nella nuova specialità.

Lo scopo della esercitazione era la validazione del comando di brigata nell'esercizio del comando e controllo e nell'impiego di più gruppi tattici aeromobili. Si trattava dell'atto conclusivo di un lavoro metodico che si può a ragion veduta definire intenso e impegnativo e che è durato tre anni. Per raggiungere l'obiettivo della validazione è stato simulato l'impiego della brigata, strutturata secondo il principio della Task Organization, come forza di manovra alle dipendenze del comando divisione Mantova.

Il tema della esercitazione vedeva la brigata impegnata nella proiezione delle forze in un teatro operativo a intensità medio-alta, nella organizzazione e condotta di operazioni in un contesto "Articolo 5" della NATO (territorio di una delle nazioni alleate) e nella condotta di Crisis Response Operations (operazioni in risposta a situazioni di crisi). Per sviluppare il tema, sono stati impiegati tutti i reparti della Friuli: reparto comando e supporti tattici Friuli; 66° reggimento fanteria aeromobile Trieste; reggimento Savoia Cavalleria; 5° reggimento Rigel; 7° reggimento Vega. Le unità erano tutte sotto il comando del generale Enzo Stefanini (attuale comandante della brigata).

Le capacità che la brigata ha inteso acquisire con lo svolgimento della complessa esercitazione sono state: proiettare secondo un criterio multimodale la brigata e i rinforzi; condurre operazioni militari in scenari sia di guerra sia di risposta a crisi; impiegare i rinforzi; addestrare il personale all'uso della lingua inglese; ottimizzare l'integrazione tra le forze a disposizione (organiche e rinforzi); esercitare il comando e controllo su più gruppi tattici.

Nel complesso la Forward Challenge si è sviluppata nei giorni 1-22 marzo e ha avuto come atto finale una esercitazione denominata Cold Mountain che si è svolta il 19 marzo. A questa fase hanno partecipato tutte le forze disponibili, coordinate anche con l'impiego di aerei AMX dell'Aeronautica militare. Come spettatori e valutatori erano presenti i generali Cosimo D'Arrigo, comandante delle Forze operative terrestri (Verona), e Gaetano Romeo, comandante delle Forze di difesa (1°, Vittorio Veneto).

Significativa anche la presenza del generale Robert De Cremiers, comandante della 4^ brigata aeromobile francese, e del colonnello Reinhard Wolski, comandante della 1^ brigata aeromeccanizzata tedesca. La condivisione di esperienze e di ammaestramenti tratti dalle esercitazioni è una attività indispensabile per unità similari, soprattutto nel quadro di un eventuale impiego in amito NATO o europeo.

Altrettanto significativo il commento del generale D'Arrigo il quale, per esprimere un nuovo concetto applicato all'Esercito, ha impiegato una nuova immagine: "Quando l'Esercito era schierato sulla soglia di Gorizia - ha affermato il generale - era pachidermico; aveva quantità e non certo qualità; stava in caserma. Adesso cominciamo ad assomigliare a un gatto selvatico, se volete a una piccola tigre. La Friuli dimostra che ci stiamo avvicinando molto a questo obiettivo che risponde a quello che ci chiede la nazione: avere un Esercito valido che permetta di recitare un ruolo nel contesto internazionale".

Al di là della immagine - peraltro molto efficace - evocata dal generale D'Arrigo, la via disegnata dallo stato maggiore dell'Esercito e percorsa per tre anni dalla Friuli fino alla Forward Challenge contiene degli aspetti sui quali vale la pena soffermare l'attenzione: serietà, determinazione, professionalità. Sono aspetti di un nuovo esercito che abbandona definitivamente la figura - che ancora oggi da qualcuno viene richiamata - degli otto milioni di baionette per sostituire al concetto di numero quello di capacità.

Oggi non sono più i numeri che rendono credibile lo strumento militare, quanto la capacità di assolvere il compito, con lo strumento e la professionalità adeguati. Ed è questo il motivo per il quale si rimane perplessi quando si sente dire dall'autorità politica: "Invieremo 100 o 400 altri militari in Afghanistan". Non è forse il caso di indicare prima il compito e poi lasciare che siano gli stati maggiori a valutarne la fattibilità e disegnare lo strumento adeguato al suo assolvimento? O vogliamo continuare ancora a ragionare in termini di baionette? Per assolvere il compito assegnato dallo stato maggiore dell'Esercito (la validazione come unità aeromobile) la brigata Friuli ha lavorato tre anni con serietà e determinazione. La via della professionalità è stata tracciata.

FAI CLICK SU QUESTO LINK ED ESPRIMI LE TUE IDEE NEL FORUM