Anno 2004

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L'Accademia di Modena dalle tradizioni verso il futuro

Giovanni Bernardi, 23 maggio 2004

Il 14 maggio si è celebrato a Modena il Mak π 100 del 184° corso della Accademia militare. Una data che simboleggia quello che si potrebbe definire l'ultimo chilometro prima della promozione a sottotenente. Nata come espressione estemporanea di un allievo dell'Accademia militare di Torino, Mak π 100 indica che mancano cento giorni alla promozione a sottotenente, una meta sognata da generazioni di allievi ospitati nel seicentesco Palazzo Ducale.

La tradizione fa risalire questo modo di dire al 1840, quando un decreto stabilì in tre anni la durata dei corsi. L'allievo Emanuele Balbo Bertone di Sambuy, venuto a conoscenza del decreto, in modo alquanto ironico avrebbe esclamato in dialetto torinese: "Mac pi tre anni". Gli anni furono convertiti in giorni e gli allievi presero l'abitudine di fare il conto a scalare, scrivendo i giorni che mancavano alla promozione anche sulle lavagne.

Da usanza goliardica a ricorrenza istituzionale il passo non fu breve: trascorsero infatti una cinquantina d'anni di tolleranze e divieti fino a quando verso la fine dell'Ottocento la data fu definitivamente istituzionalizzata e denominata nella sua versione attuale, con il pi greco. Le celebrazioni comprendono una cerimonia militare, un saggio ginnico e un ballo di gala. Parte centrale del ricevimento di gala è il ballo delle debuttanti.

Ma l'Accademia di Modena - come del resto anche per gli altri istituti militari - non è solo cerimonie e balli. Anzi, si può dire che si fa fatica a trovare il tempo per prepararle le cerimonie, tenuto conto degli impegni di studio e addestrativi ai quali devono fare fronte gli allievi. Studi universitari, preparazione atletica, addestramento militare sono pilastri sui quali si fonda la professione militare. Il quarto pilastro non ha formule da imparare a memoria, ma s'impara lo stesso, giorno dopo giorno, ora dopo ora: l'etica professionale.

Parte centrale della cerimonia militare del Mak π 100 è il cosiddetto "Passaggio della Stecca", un attrezzo di legno che una volta serviva per lucidare i bottoni della uniforme senza sporcarla e che è diventato simbolo delle tradizioni. Il capocorso degli anziani la consegna al capocorso dei cappelloni. Trentasei anni fa era l'allievo caposcelto di reggimento Carlo Gibellino che la consegnava al suo corrispondente. Oggi il maggior generale Carlo Gibellino è il comandante dell'Accademia.

"Certo, molte cose sono cambiate - afferma il comandante - tra queste, per esempio, l'ammissione delle donne. Dopo quattro anni di presenza di allievi di sesso femminile posso affermare serenamente che l'integrazione tra i due sessi è perfettamente riuscita. Inoltre, il livello qualitativo generale è migliorato, anche per effetto di una sana competizione. Infine, abbiamo notato che la presenza femminile ha favorito l'evolversi di un maggiore senso dell'equilibrio da parte degli allievi maschi."

Il sempre maggiore impegno delle forze armate italiane in operazioni fuori area e la svolta storica da esercito di leva a esercito professionale hanno attirato una maggiore attenzione della opinione pubblica verso la vita militare. Anche le domande di ammissione alle Accademie hanno avuto un aumento nell'ultimo decennio.

"Attualmente è in atto il concorso per il 186° corso - dice il generale Gibellino - e il numero delle domande pervenute (13.494) è di circa il trenta percento superiore a quello dello scorso anno (10.207). In particolare, per quanto riguarda le domande delle donne, dopo un picco iniziale nell'anno 2000 di circa 14.000 domande, ora si sono stabilizzate intorno alle 3.000."

Per accedere all'Accademia di Modena vengono svolti tre distinti concorsi: uno per allievi ufficiali dell'Esercito; uno per allievi ufficiali dell'Esercito, riservato a militari già in servizio; uno per ufficiali dell'Arma dei Carabinieri. Le fasi del concorso si articolano in una prova di selezione culturale, prove di efficienza fisica, accertamenti sanitari, accertamenti attitudinali, una prova orale di matematica, una prova facoltativa di lingua straniera e un tirocinio della durata non superiore ai sessanta giorni.

Per quanto riguarda gli studi, dal 1999 esiste un protocollo d'intesa tra l'Accademia militare e alcune Università italiane che consente l'iscrizione degli allievi ai corsi di Laurea di: Scienze strategiche, per gli allievi delle varie armi, arma trasporti e materiali, corpo di commissariato; Ingegneria, per gli allievi del corpo ingegneri; Medicina, Veterinaria e Farmacia, per gli allievi del corpo di sanità; Scienze giuridiche, per gli allievi dei Carabinieri. Materie tecnico-professionali completano la preparazione degli allievi. Tra queste, è tenuto in grande considerazione lo studio della lingua inglese, ormai indispensabile in considerazione dei sempre maggiori impegni di natura internazionale.

All'attività sportiva viene data una grande importanza e comprende ginnastica, difesa personale, nuoto, equitazione e tiro sportivo. Sulla base delle attitudini e delle preferenze, ogni allievo può scegliere di praticare uno sport tra pallacanestro, pallavvolo, scherma, atletica leggera, pugilato. I migliori sono selezionati e fanno parte del gruppo sportivo Accademia militare. Tra le varie occasioni di gare e tornei vi è anche il Torneo delle Accademie militari.

L'attività militare è in prevalenza svolta nel periodo estivo e prevede, al termine del primo anno una Campagna Tattica, durante la quale gli allievi sono abilitati alle funzioni di comandante di squadra, conseguono il brevetto di paracadutismo e sono abilitati al combattimento in ambienti particolari (montano e in centri abitati). Al termine del secondo anno frequentano il corso di Pattugliatore Scelto e quindi conducono una esercitazione a partiti contrapposti che ha lo scopo di verificare le capacità complessive conseguite durante i vari corsi precedenti.

Dopo i due anni di Accademia, con il grado di sottotenente, tutti proseguono gli studi fino al conseguimento della Laurea specialistica. Quindi raggiungono i reparti di impiego. "Ma la preparazione professionale non termina - precisa il generale Gibellino - durante la carriera, infatti, frequentano ancora vari corsi di qualificazione e specializzazione. Per quanto riguarda la progressione di carriera - aggiunge il generale - questa non è automatica, ma le promozioni ai gradi superiori sono decise sulla base di valutazioni di merito".

Le principali novità dell'Accademia riguardano il settore informatico e la proiettano verso il futuro. "Ogni allievo è dotato di computer portatile - aggiunge il generale Gibellino - inoltre l'Istituto sta elaborando un progetto per informatizzare l'attività didattica dei docenti e facilitare di conseguenza lo studio degli allievi. Ciò consentirà il raggiungimento di importanti obiettivi, come l'affiancamento del e-learning alla didattica classica e la possibilità da parte di docenti e allievi di inserirsi in un connettivo didattico ad alta tecnologia informatica interattiva".

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