Anno 2004

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Ancora tagli alle forze armate inglesi

Giovanni Bernardi, 7 luglio 2004

Nel momento in cui gli eserciti europei - a detta di molti - sono "overstretched" per fare fronte a una serie di impegni operativi fuori area, la notizia che le forze armate britanniche subiranno di tagli a reparti e personale ha generato non poche polemiche sulla stampa d'oltremanica. Fino a dieci reggimenti di fanteria potrebbero essere soppressi secondo un progetto di ristrutturazione che sarÓ annunciato dal cancelliere Gordon Brown.

La scure cadrebbe anche su Marina e Aeronautica che perderebbero circa diecimila soldati, insieme con aerei, navi e installazioni, sulla base di un piano del segretario alla Difesa Geoff Hoon che viene presentato come "dividendo della pace" ed Ŕ dovuto al ritiro di novemila soldati dalla Irlanda del Nord. I tagli sarebbero anche conseguenza di un complessivo piano di riforma della Difesa che in futuro dovrebbe richiedere meno personale e fare pi¨ affidamento sulla tecnologia.

La riforma non risparmierebbe nemmeno unitÓ prestigiose come i reggimenti scozzesi The Royal Scots e The Black Watch, insieme con The King's Own Scottish Borderers, The Prince of Wales's Own Regiment of Yorkshire, un battaglione Gurkha e un battaglione del pi¨ antico reggimento di linea: Irish Guards.

La decisione del ministero della Difesa inglese, se confermata, giunge in un momento in cui la maggiore delle operazioni condotte dal dopo guerra fredda in poi - quella in Iraq - si sta rivelando particolarmente impegnativa (senza contare la situazione di stallo in Afghanistan a due mesi dalle elezioni previste per il mese di settembre). La fase di conflitto vero e proprio - come si sa - fu conclusa in breve tempo dalla coalizione anglo-americana grazie all'alto livello di tecnologia impiegata che fu capace di esprimere uno straordinario volume di fuoco, ma delle operazioni di stabilizzazione non si riesce ancora a trovare il bandolo della matassa.

Proprio queste operazioni si stanno dimostrando particolarmente impegnative e rivelano la necessitÓ di una forza numerosa per il controllo del territorio. Si pu˛ concordare con la leadership americana che la Revolution in Military Affairs e la Net Centric Warfare hanno portato a concludere le operazioni militari come previsto. Sull'altra faccia della medaglia, non sembra che sia stato raggiunto l'obiettivo politico. Il fatto che gli Usa abbiano la necessitÓ di inviare nuove formazioni militari in Iraq ne Ŕ la dimostrazione.

Sono comprensibili quindi le forti critiche indirizzate dai militari inglesi al governo, che prenderebbe una decisione sull'assetto delle forze armate prima di potere esaminare le lessons learned della campagna irachena. Si potrebbe rivelare un errore gravissimo con grave rischio di compromissione della efficienza operativa delle unitÓ sia a causa della loro riduzione sia per l'incidenza sul morale del personale.

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