Anno 2004

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Iraq, spariti assetti nucleari dalle foto satellitari

Giovanni Bernardi, 14 ottobre 2004

La International Atomic Energy Agency (Iaea), agenzia per l'energia atomica sotto il controllo delle Nazioni Unite con sede a Vienna, in un rapporto pubblicato di recente afferma che gli equipaggiamenti e materiali che avrebbero potuto essere usati per fabbricare armi atomiche sono spariti dall'Iraq dal tempo della invasione americana nel marzo 2003.

Secondo il documento, le immagini satellitari in possesso dell'agenzia mostrano che intere costruzioni, che una volta contenevano equipaggiamenti di alta precisione e con i quali si potevano costruire armi di distruzione di massa, sono state smantellate senza che ne sia rimasta traccia.

Mohamed ElBaradei, capo dell'agenzia, ha affermato che le autorità del governo ad interim iracheno, nonostante gli impegni assunti, non sono state in grado di fornire ai funzionari Onu adeguate informazioni sugli impianti nucleari.

La Iaea si è anche lamentata del fatto che il proprio staff non è stato messo in condizione dalle autorità militari americane di muoversi liberamente in Iraq e ha dovuto quindi fare ricorso all'unica fonte di informazione disponibile: le immagini satellitari

Secondo ElBaradei, parte dei materiali e degli equipaggiamenti mancanti potrebbe essere stata dispersa in Medio Oriente e in Europa. Tuttavia, del materiale che avrebbe potuto essere usato per costruire armi nucleari non si hanno notizie dalla data della sparizione.

Ora, se è vero quanto afferma la Iaea, e cioè che sulla base delle immagini fornite dalle foto satellitari risultano spariti interi impianti destinati alla fabbricazione di armi nucleari, non si può escludere a priori che la stessa cosa potrebbe essere accaduta con le armi chimiche e biologiche, delle quali non sembra sia ancora stata trovata traccia.

Certo, non è difficile immaginare che, se trovate, le armi di distruzione di massa sarebbero state sbandierate ai quattro venti dagli americani, il che avrebbe anche levato d'impaccio sia Bush sia Blair, che invece hanno dovuto difendersi da violenti attacchi della opinione pubblica interna e internazionale.

Resta tuttavia il mistero della resistenza opposta dagli americani agli ispettori dell'Onu nel periodo del dopoguerra. Che l'Iraq disponesse di armi di distruzione di massa è un fatto incontrovertibile, visto che gas nervini furono usati in abbondanza per decimare la popolazione curda. Il fatto che non siano state trovate non dimostra che non ne esistano più e che siano state distrutte ai primi degli anni Novanta, dopo la guerra del Golfo.

Di certezze non si può parlare né per un verso né per l'altro. Se, come dice la Iaea, sono spariti impianti nucleari, alla stessa maniera potrebbero essere sparite le armi chimiche e biologiche. Nella incertezza tutte le ipotesi sono possibili, anche che siano state sepolte in caverne sotterranee nel deserto o trasportate in Siria in attesa di un positivo volgersi di quella che avrebbe dovuto essere la resistenza armata contro l'invasore e della successiva sollevazione di massa.

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