Anno 2004

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Il Comando interforze delle forze speciali

Giovanni Bernardi, 14 dicembre 2004

L'ammiraglio Giampaolo Di Paola ha mantenuto la promessa. Durante il suo intervento alla cerimonia di chiusura dell'anno accademico del Casd (Centro alti studi della Difesa) aveva detto che entro l'anno avrebbe costituito il Comando interforze delle forze speciali: lo ha fatto. Naturalmente un comando di quel livello non si fa nascere dall'oggi al domani, quindi quello costituito nell'area dell'aeroporto di Centocelle a Roma è niente di più che una cellula di attivazione.

Al vertice è stato posto il generale dell'Esercito Marco Bertolini, che ha da poco lasciato il comando della brigata paracadutisti Folgore e ha una vasta esperienza di forze speciali come incursore del 9° reggimento d'assalto Col Moschin. Il comando avrà il compito di coordinare l'addestramento e l'impiego delle forze speciali o per operazioni speciali dell'Esercito (9° reggimento d'assalto di Livorno, reggimento Monte Cervino di Bolzano, 185° reggimento acquisizione obiettivi di Livorno), della Marina (Comando subacquei incursori di La Spezia), dell'Aeronautica e dei Carabinieri (Gruppo d'intervento speciale, Gis).

L'ammiraglio Di Paola - chi lo conosce bene dice che inizia a lavorare alle sette della mattina e scherzando aggiunge che la sera è quello che spegne le luci dello stato maggiore Difesa - il 15 giugno 2004 aveva pronunciato al Casd un discorso che è da considerare una vera e propria visione strategica con enunciazione di obiettivi intermedi da conseguire nel breve-medio termine. A proposito delle Forze speciali disse: "…occorre conseguire la piena operatività del Comando interforze delle forze speciali, che sarà attivato entro l'anno, per la gestione unitaria delle Special Operations".

In altri settori era stato altrettanto preciso: "Nel settore del comando e controllo, il conseguimento della piena operatività del Coi (Comando operativo interforze, Roma) anche quale Operational Headquarters Europeo e di una più sinergica interazione net-centrica con i comandi e centri operativi di componente. Parallelamente è necessario disporre di un Joint Force Command (Jfc) proiettabile, da realizzare mediante l'integrazione di elementi Joint negli esistenti comandi di componente.

Nel settore della pianificazione delle forze aveva affermato: "Occorre entro il 2006 assicurare la piena operatività delle capacità rese disponibili per la Nrf (Nato Responde Force), con relativo trasporto strategico. Contemporaneamente va definito il contributo nazionale al concetto del Battle Group europeo". E aveva aggiunto: "In tale quadro è tempo di portare a termine il potenziamento in senso interforze della Forza da sbarco nazionale, oltre a valorizzare le eccellenti potenzialità Msu e le possibilità di interazione civile-militare delle unità Cimic (Civil-Military Co-operation), di difesa Nrbc (Nucleare, Radiologica, Biologica, Chimica) e del Genio".

Come si può notare, oltre alla realizzazione di un Comando interforze delle forze speciali, l'ammiraglio Di Paola continua a pensare in termini interforze anche per quanto riguarda la Forza da sbarco. C'è motivo di pensare quindi che in tempi ragionevoli sarà messo in atto quel progetto che per anni è stato tentato ma questioni di parrocchia ne hanno impedito la realizzazione: una forza da sbarco interforze. Verosimilmente comprenderà la Forza da sbarco della Marina - il cui nucleo operativo è il reggimento San Marco - e il reggimento lagunari Serenissima dell'Esercito.

La visione che l'ammiraglio Di Paola ha delle forze armate è quindi chiaramente interforze e lo ha anche chiarito bene sempre nel discorso del 15 giugno 2004: "Dovremo fare delle scelte e intendo farle, anche dolorose se necessario. Ma, ci tengo a dirlo, è finito il tempo delle percentuali nell'assegnazione delle risorse e delle priorità operative. Le esigenze e i conseguenti requisiti operativi saranno, e già si è cominciato a farlo, valutati e validati in un ottica strettamente Joint da un apposito Comitato Interforze da me espressamente costituito: il Coviro".

Il Comando interforze delle forze speciali, il cui nucleo di attivazione è stato costituito a Roma, è il primo passo della messa in atto di questa visione interforze dell'ammiraglio Di Paola. Tutto lascia pensare che le capacità e la determinazione del capo di stato maggiore della Difesa saranno tali da fare dimenticare le questioni di parrocchia - comuni a tutte le forze armate del mondo - che procurano solo sprechi di energie e di risorse. Il prossimo traguardo potrebbe essere la costituzione della Forza da sbarco nazionale.

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