Anno 2004

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Politica internazionale, le prospettive del 2004

Carlo Biffani [Start Sicurezza], 9 gennaio 2004

Il 2004 si apre all'insegna dell'incertezza per il proliferare di aree e situazioni di crisi che potrebbero trovare una soluzione più o meno definitiva o piuttosto conoscere un approfondimento e un allargamento delle implicazioni per la vita delle relazioni internazionali.

Continente americano

Il 2004 vedrà in primo luogo l'importante scadenza autunnale delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti. Ad oggi, i sondaggi parrebbero lasciare pochi dubbi sulla riconferma del presidente Bush jr. e ciò per motivi di diversa natura. A cominciare dalla mancanza di un candidato credibile e valido per il partito democratico, alle prese con problemi di leadership interna per la quale si batte l'ex Generale Wesley Clarke, comandante delle truppe alleate nella guerra in Bosnia, uomo di enorme carisma ma mal visto da alcuni ambienti del partito.

Resta in ogni caso da sciogliere il nodo della composizione di una seconda amministrazione Bush: verranno riconfermati gli stessi uomini nelle posizioni chiave del Pentagono e del dipartimento di Stato? Tutto sommato, la recente svolta dei cosiddetti neoconservatori, attenti a non sottovalutare l'arma della diplomazia e del negoziato, per quanto fermo e intransigente, ha reso più politicamente "accettabili" anche sulla scena internazionali gli esponenti di tale corrente. Il 2003 si chiude con la decisione del dipartimento di Stato e del Congresso di stanziare più di un miliardo dollari in aiuti alimentari per la Corea del Nord, un premio per la disponibilità di Pyongyang a negoziare sull'arsenale nucleare in suo possesso.

Medio Oriente

Nel 2004 continueranno le dinamiche di instabilità iniziate quest'anno. A cominciare ovviamente dall'Iraq, alle prese con una difficoltosa transizione verso un'autonomia politica e istituzionale. Nel corso dell'anno potrebbe divenire concreta la prospettiva di un impegno sul campo della NATO, con l'impiego di militari dell'Alleanza nel sud del Paese e un ruolo diverso da parte della Turchia, potenzialmente più attiva nell'opera di stabilizzazione del Paese. La cattura di Saddam Hussein e la decapitazione dei vertici del Baath pone alle truppe USA il problema di individuare le cellule terroristiche attive nel Paese e che con ogni probabilità provengono da aree circostanti quali la Siria, l'Afghanistan ed il Caucaso.

Sempre più intricata è poi la vicenda del conflitto israelo-palestinese. Il 2003 si chiude con una preoccupante recrudescenza della violenza nei Territori e nuovi episodi terroristici di kamikaze che si fanno esplodere nelle città israeliane. Il 2004 vedrà il completamento parziale del muro divisorio tra i due popoli, vera pietra tombale della road map che aveva suscitato speranze nel corso del 2003. Israele ha chiare le dinamiche geopolitiche regionali e ha chiuso l'anno con la firma di un importante accordo sulla cooperazione in materia di sicurezza con la Turchia. Quest'ultima, in virtù di questo asse privilegiato con Tel Aviv, rischia di tornare al centro della violenza terroristica, cosa che potrebbe condurre i militari fuori dalle caserme per la prima volta dalla morte di Ataturk.

In un contesto in cui la Corea del Nord ha accettato negoziati multilaterali per i propri arsenali nucleari, la Libia ha accettato lo smantellamento unilaterale delle proprie armi di distruzione di massa e l'Iran ha accolto la proposta europea tripartita di ispezioni internazionali alle proprie centrali nucleari, nel contesto di quello che Bush chiamò "l'asse del male" rimarrebbe sotto stretta vigilanza solo la Siria, Paese da tenere d'occhio per la propria delicata posizione sullo scacchiere regionale e internazionale. Il 2003 si è chiuso con notizie non confermate di scontri al confine tra Siria ed Iraq tra militari americani e truppe regolari di Damasco.

Europa e Mediterraneo

Le vicende politiche europee terranno banco anche per il 2004. Dopo il fallimento della conferenza intergovernativa presieduta dall'Italia, con qualche eccezione per le questioni della Difesa comune e del rilancio infrastrutturale (da non sottovalutare perché apre nuovi importanti assi geopolitici di raccordo nella nuova Europa), si preparano, per il prossimo anno due presidenze presumibilmente poco incisive, quella irlandese e quella olandese.

Le nuove strutture della Difesa europea potrebbero conoscere il loro primo banco di prova nei Balcani, dove truppe dell'Unione Europea potrebbero definitivamente sostituire quelle della NATO nel corso del 2004. Per il resto, l'evento chiave sarà l'ingresso di 10 nuovi membri nell'Unione Europea, con tutto il portato di dubbi e incertezze che questa dinamica avrà, visto il mancato accordo sui meccanismi di governance della nuova Europa.

Europa e USA potrebbero trovare nuovo cemento nelle relazioni transatlantiche in occasione del vertice NATO di Istanbul, il prossimo anno. Sarà un vertice molto importante per le implicazioni politiche, strategiche e operative dell'Alleanza Atlantica, la quale sancirà anche un nuovo allargamento ai futuri Paesi membri.

La Russia continuerà ad aprirsi varchi nel cortile di casa, dove vuole stabilire un controllo quanto meno paritetico su risorse economiche ed energetiche. Il primo banco di prova sarà senza dubbio la Georgia. La rivoluzione pacifica, come è stata definita, ha dimostrato che in Georgia e nel Caucaso genericamente inteso è in corso una lotta silenziosa tra gruppi di interesse russi e americani per il controllo delle risorse. In tale contesto, sorvegliata speciale per il 2004 resta ovviamente la Cecenia.

Nel bacino del Mediterraneo abbiamo già accennato alla Libia: la mossa di Gheddafi, dopo le opportune verifiche, consentirà al Paese di fare cassa, con un finanziamento dei grandi progetti infrastrutturali e energetici che Tripoli ha in cantiere.

Asia

Il 2003 si è chiuso con la notizia del secondo fallito attentato in pochi giorni al Presidente pakistano Parvez Musharraf. Il Pakistan sarà il catalizzatore di dinamiche rilevanti per il 2004 e Musharraf dovrà gestire, oltre alla sua incolumità fisica, diverse direttrici geopolitiche, dal fronte interno all'appoggio agli USA al Kashmir. In Pakistan continuerà la caccia a Bin Laden e ai suoi seguaci del terrore, mentre non è da escludere una nuova escalation atomica col vicino indiano che ha in cantiere per il 2004 almeno un paio di nuovi esperimenti di lancio con testate nucleari.

Non sono da sottovalutare poi le posizioni di Corea del Nord, Indonesia e delle Filippine. Pyongyang tenterà di sfruttare il potere negoziale garantito dal possesso di testate atomiche, ma dovrà gestire il delicato trade off con una situazione di carestia drammatica all'interno. Nelle Filippine la recrudescenza periodica della guerra civile condenserà la lotta contro le organizzazioni terroristiche, mentre in Indonesia continuerà il processo contro le menti del devastante attentato a Bali, cosa che potrebbe condurre a un aumento periodico della tensione nel Paese.

Africa

Nella lotta globale al terrorismo, vi saranno ancora alcuni Paesi che verranno tenuti sotto stretta sorveglianza, a cominciare da Sudan e Somalia. La Nigeria continuerà a giocare un ruolo chiave negli equilibri regionali e internazionali, alla ricerca di una stabilità interna che potrebbe rilanciare la propria posizione di esportatore netto di petrolio e gas naturale.

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