Anno 2004

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Ora Mahmoud Abbas (Abu Mazen) è un vero leader

Rudy Caparrini, 18 novembre 2004

La lotta per la successione nell'Autorità nazionale palestinese potrebbe essersi risolta domenica 14 novembre con l'attentato fallito a Mahmoud Abbas (detto Abu Mazen). Non ci pare corretto credere che quanto è accaduto sia da considerare una semplice lotta fra fazioni armate, una sorta di regolamento di conti in stile mafioso. A nostro parere è stato un tentativo preordinato di compiere un gesto di valenza politica.

Queste bande vogliono che esploda il caos, non gradiscono che possa sorgere troppo rapidamente un governo vero capace di combattere terrorismo e corruzione dilagante, i mali endemici della realtà palestinese. Il fine di chi ha compiuto il blitz era di eliminare il candidato più autorevole, per fare in modo che il vuoto di potere possa durare più a lungo possibile.

Senza dovere attendere il responso delle elezioni presidenziali sappiamo che già chi è il nuovo capo carismatico dell'Anp: Mahmoud Abbas, meglio conosciuto come Abu Mazen. Il numero due dell'Olp ha compiuto il salto di qualità necessario per diventare un leader vero, proprio in occasione dell'evento che poteva vederlo morto. Di Abbas si mettevano in luce i presunti limiti: non carismatico, privo di autorità, mancante di personalità.

Per spiegare perché tali osservazioni non valgono più, dopo domenica, è doveroso ricorrere a un paragone con una nazione europea, la Spagna. Quando Aznar era leader dell'opposizione veniva descritto esattamente come il numero due dell'Olp: scialbo, anonimo, non carismatico. Quando l'Eta cercò di assassinarlo, nel 1995, gli consegnò quell'investitura a leader che andava ricercando (fu lo stesso Aznar a confermarlo dicendo: "Se sopravvivi, il carisma ne esce rafforzato").

Così è avvenuto anche per Mahmoud Abbas. Uscendo illeso ha guadagnato sul campo il ruolo di leader, acquisendo quel carisma di cui si diceva fosse sprovvisto. Da questo momento, chi combatte Mahmoud Abbas dovrà i conti con le forze di polizia dell'Anp, perché è lui il nuovo capo palestinese.

La sua gente ha dimostrato di volerlo in questo ruolo poiché, quando è scoppiata la bagarre, i suoi uomini lo hanno protetto, sono stati pronti a morire per lui. Ci teniamo a indicarlo come Mahmoud Abbas invece di Abu Mazen. È tempo di chiamare i capi palestinesi col loro nome di battesimo invece che con lo pseudonimo di battaglia, per dimostrare che l'Anp si è avviata verso una svolta radicale.

Parlando di Mahmoud Abbas e Ahmed Qurei (Abu Ala) si intende narrare le vicende di un leader politico, che privilegia le ragioni del dialogo all'azione militare. Citando Abu Mazen o Abu Ala si richiama in modo inevitabile l'epoca della lotta armata, rievocando un periodo che si cerca, invece, di superare. La comunità internazionale è chiamata perciò a dare il benvenuto a Mahmoud Abbas, prossimo presidente dell'Anp.

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