Anno 2004

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Dialogo Mediterraneo, Israele e mondo arabo

Rudy Caparrini, 21 novembre 2004

Sul quotidiano israeliano Ha'aretz ci è capitato di leggere, il giorno 17 novembre, una notizia di estremo valore. Le forze armate di Israele e di alcuni paesi arabi potrebbero partecipare insieme a una serie di esercitazioni della Nato, nel contesto del programma Dialogo Mediterraneo, volto a rafforzare la cooperazione fra l'Alleanza Atlantica e i paesi che si affacciano sul Mare Nostrum. Per la prima volta Israele, il paese sionista e usurpatore della terra di Palestina, si troverebbe a essere militarmente alleato di sei nazioni arabe: Algeria, Egitto, Giordania, Marocco, Mauritania e Tunisia.

L'evento, che non è stato accuratamente considerato dai mezzi d'informazione italiani, segna un passo avanti enorme per Medio Oriente e l'intero bacino del Mare Nostrum. L'inclusione di Israele e dei sei Stati arabi nella partnership Nato potrebbe rappresentare un punto di svolta storico. Ritrovandosi a cooperare nel Dialogo Mediterraneo, i più alti esponenti politici e delle forze armate del paese ebraico e degli Stati arabi aderenti si riunirebbero periodicamente per coordinare azioni efficaci contro il terrorismo e la proliferazione di armi di distruzione di massa.

Fino a ora si sono avuti solo alcuni trattati di pace tra Israele e certi Stati arabi, peraltro spesso applicati in modo piuttosto "esitante" (la definizione è di P.J. Vatikiotis riguardo all'accordo israelo-egiziano). Questa volta si compirebbe il salto di qualità giacché, oltre a non farsi più guerra, Israele e questi Stati arabi sarebbero legati da un'alleanza di natura militare. Il passo sarebbe enorme se si pensa che con due di questi, Giordania ed Egitto, lo Stato ebraico ha combattuto le guerre più devastanti (in primis quella del 1967).

Certi elementi ci inducono a essere ottimisti sui possibili sviluppi di tale partnership. Il contesto mediterraneo è già riuscito a normalizzare le relazioni fra due nemici storici quali Grecia e Turchia. Proprio in virtù della partnership Euro-Mediterranea (più ancora della Nato), Atene e Ankara hanno avuto possibilità di avviare una certa forma di cooperazione che, col tempo, ha condotto a realizzare un clima di fiducia culminato in una serie di accordi costruttivi. La medesima cosa potrebbe avvenire nel caso di Israele e dei paesi arabi sopra elencati.

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