Anno 2004

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Turchia, Tayyip Erdogan il nuovo califfo

Rudy Caparrini, 18 dicembre 2004

Il Consiglio Europeo, tenutosi a Bruxelles il 16-17 dicembre, ha decretato una decisione storica: il 3 ottobre 2005 inizieranno i negoziati per l'adesione della Turchia alla Ue. Un risultato di grande valenza politica, frutto di trattative lunghe e complesse. Una decisione, sottolineano i "turco-scettici", che non implica l'automatico ingresso del paese musulmano nell'Unione Europea. Non tutti i dubbi, in effetti, sono stati risolti. In primo luogo, la condizione fondamentale per avviare i negoziati è il pieno riconoscimento, da parte di Ankara, della Repubblica di Cipro (quella greco-cipriota).

Le riserve che permangono, tuttavia, non possono sminuire l'importanza di un avvenimento destinato a restare impresso nei libri di storia. Il vertice di Bruxelles ha sancito l'avvio di un'epoca nuova, non solo per la Turchia ma per l'intero Islam.

La trattativa non si limitava solo ad Ankara. Tutto il mondo musulmano si sentiva coinvolto in tale vicenda; ovunque si aspettava con ansia l'esito dei colloqui. Giornali e televisioni di tutti i paesi islamici avevano posto grande enfasi sull'evento. Per comprendere il rilievo di tale avvenimento, basti ricordare che a Bruxelles erano presenti oltre 200 giornalisti arabi. I più autorevoli intellettuali di ogni paese islamico avevano espresso il loro sostegno alla richiesta turca di entrare a far parte della Ue.

In questi giorni di attesa del verdetto da Bruxelles, la Turchia è assurta a punto di riferimento dell'intero mondo musulmano. Tutti i paesi islamici tifavano per Erdogan, nuovo simbolo in cui tutti i musulmani si possono ora riconoscere.

Erdogan è l'uomo giusto per impersonare il prototipo di leader musulmano. Guida un partito di ispirazione religiosa (ma moderato), ha una forte personalità, ha conseguito un successo che vale per tutti i seguaci dell'Islam. Il premier turco ha trasmesso ai musulmani di tutto il mondo la sensazione che la sua battaglia riguardava l'Islam nel suo complesso, non solo la Turchia.

L'avere ritrovato un leader carismatico, capace di raccogliere un ampio consenso in varie nazioni, segna un momento di valore storico per l'Islam, che vede riempito un vuoto di potere durato decenni. Dopo il crollo dell'impero ottomano, occorsa in seguito alla prima guerra mondiale, era venuta a mancare la leadership di un grande Stato musulmano, capace di attirare le attenzioni dei fedeli di tutto il mondo.

Per la prima volta dal 1924, quando Mustafa Kemal Ataturk abolì ufficialmente il califfato, il mondo musulmano ha di nuovo una guida. La presenza di un capo carismatico è un caposaldo per Islam, che non separa il potere temporale da quello religioso. Il califfo era, al tempo stesso, leader dei credenti e massima autorità politica. Così fu ai tempi del primo impero islamico, edificato dai seguaci di Maometto, e poi con i turchi ottomani.

Con Erdogan i musulmani hanno trovato un nuovo modello cui ispirarsi. Il premier turco offre loro un'importante alternativa, una maniera di affermare l'orgoglio islamico in modo opposto da quanto predicato da Osama bin Laden.

Ora i musulmani del mondo possono ritrovare la loro unità sotto la guida della Turchia, leader storico del mondo islamico per molti secoli. Il suo premier Erdogan è destinato a essere la figura chiave di questa nuova era dell'universo musulmano. Un capo assoluto, sotto il profilo politico e religioso. Il califfo del ventunesimo secolo.

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