Anno 2004

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Analisi Intelligence e allertamento preventivo

Massimo Ceci, 12 dicembre 2004

Il 10 dicembre 2004 presso la Link Campus University of Malta di Roma, si è tenuto il seminario "Analisi Intelligence e allertamento preventivo (early warning)", promosso dalla stessa Università nell'ambito del Master in Intelligence and Security Studies.

Il seminario, si è prefisso lo scopo di contribuire a una migliore comprensione del significato di intelligence e del processo di allertamento preventivo nell'attuale quadro di nuove minacce alla sicurezza nel contesto geostrategico internazionale. I partecipanti rappresentavano il mondo politico e istituzionale, le organizzazioni civili e militari dello Stato, le imprese private, gli enti di studio e di ricerca.

Quali sono le nuove sfide poste alla warning intelligence dall'attuale scenario che vede le minacce globali caratterizzare una situazione di crescente complessità? Come arrivare a nuovi paradigmi e a nuove metodologie di analisi per l'allertamento preventivo sia a livello tattico che strategico? Come debbono cambiare i rapporti fra analisi d'intelligence e decisori per accrescere l'efficacia del sistema nazionale di allertamento preventivo?

Queste sono state alcune delle domande alle quali i relatori hanno cercato di dare risposte, soprattutto di carattere scientifico-metodologico, seguendo quanto enunciato dalle funzioni della scienza: descrivere, spiegare e prevedere.

Gli ultimi più eclatanti eventi hanno mutato profondamente gli scenari della minaccia alla sicurezza nazionale e a quella globale. Le minacce che si delineano nel XXI secolo sono completamente diverse da quelle del periodo della Guerra Fredda.

I megatrend, come l'incremento demografico e il sovrapopolamento, la globalizzazione, l'economia sommersa, le politiche fiscali dannose ad altri paesi, le interdipendenze tra criminalità ed economia legale e l'evoluzione degli attacchi su Internet, sono solo alcuni dei fenomeni che ai nostri giorni rappresentano preoccupanti fonti di rischio. Le guerre asimmetriche, si confrontano con le attività eversive dei gruppi transnazionali che approfittano delle aree di caos per destabilizzare gli Stati democratici avanzati.

Per comprendere e contrastare questi nuovi fenomeni di minaccia, caratterizzati da una complessità senza precedenti, sono necessari nuovi paradigmi interpretativi e nuove metodologie analitiche. Ne consegue che è necessario anche un profondo cambiamento della mentalità dell'analista d'intelligence. Pensare in tempo, assumere pertinenti iniziative, prevenire eventi dannosi e/o limitarne gli effetti, saranno le parole d'ordine degli analisti del futuro.

L'analisi d'intelligence si affaccia in questa era come una nuova scienza e acquisisce a tutti gli effetti l'imprimatur di professione. Quella professione tanto auspicata dallo statunitense Sherman Kent (analista e ideologo dell'intelligence, 1903-1986) che nel suo libro "Strategic Intelligence" affermava: "Oggi l'intelligence strategica è una delle realtà della guerra e della pace che come le macchine e le tecnologie diventa via via più complessa".

"Non è più qualcosa - aggiungeva Kent - che un militare, per quanto abile e capace, può fare nel periodo di tempo fra due incarichi di comando diversi. E' una specializzazione del più alto livello. E le organizzazioni che non la riconoscono come tale, che non reclutano, addestrano e gratificano il personale che nell'intelligence deve fare la propria carriera possono essere certe di non riuscire a fare un lavoro adeguato".

La valorizzazione delle notizie, l'analisi d'intelligence, la valutazione degli elementi informativi e l'allertamento preventivo, sono tutte attività che con il passare del tempo acquisiranno sempre di più una posizione di rilievo nell'ambito del ciclo intelligence propriamente detto.

Tutti questi elementi, diventeranno sempre più importanti e necessari per il decisore che attraverso il nuovo analista dovrà ricevere con immediatezza, affidabili e utili elementi che gli permettano di prendere corrette, tempestive e consapevoli decisioni.

Come ricorda Sherman Kent: "Intelligence significa conoscenza […] quel tipo di conoscenza che il nostro Stato deve avere sugli altri paesi al fine di essere certo che […] le sue iniziative non falliscano perché i suoi governanti e i suoi soldati pianificano e agiscono nell'ignoranza".

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