Anno 2004

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Il primo corso per giornalisti inviati di guerra

Massimo Chiais, 5 dicembre 2004

Con la cerimonia di consegna degli attestati di partecipazione da parte del generale di divisione aerea Tommaso Ferro, vice comandante operativo di vertice interforze di Roma, si è concluso il 26 novembre il primo corso per giornalisti e operatori dell'informazione impegnati in aree di crisi organizzato dallo stato maggiore della Difesa e dalla Federazione nazionale della stampa italiana.

I venticinque giornalisti partecipanti, provenienti da tutta Italia, nell'arco di due settimane sono stati impegnati in un percorso teorico e pratico dall'elevato contenuto tecnico, che ha consentito loro un reale avvicinamento alle problematiche connesse all'intervento nelle aree di crisi, a partire dalla fase di preparazione e accredito presso le missioni italiane all'estero fino alle dinamiche operative e all'analisi di situazioni a rischio elevato.

Nel corso della prima settimana, svolta presso le strutture del Comando operativo interforze (Coi), numerosi esperti militari appartenenti all'Esercito, all'Aeronautica, alla Marina e ai Carabinieri, hanno illustrato le modalità organizzative e operative delle strutture di pubblica informazione, destinate a fungere da tramite tra l'organizzazione militare e il mondo della comunicazione. Ampio spazio si è poi dato alla natura delle Peace Support Operations, al carattere delle differenti missioni internazionali, nonché al diritto internazionale e alla corretta applicazione delle regole d'ingaggio da parte delle Forze armate.

Non sono tuttavia mancate, anche in questa fase, le informazioni pratiche relative alle procedure per l'accreditamento e l'immissione in teatro da parte dei giornalisti, con una particolare attenzione all'aspetto della sicurezza. E proprio in questo ambito i partecipanti hanno avuto modo di avvicinarsi a settori di fondamentale importanza, quali il riconoscimento delle armi e dei campi minati, le tecniche Nbc, il corretto utilizzo del giubbotto antiproiettile, le tecniche di sopravvivenza e di primo soccorso. Argomenti che sono stati supportati dall'analisi di casi specifici, derivati dall'esperienza maturata dai militari italiani impegnati negli scenari di tutto il mondo.

Proprio questa esperienza, unitamente alla grande professionalità del personale coinvolto nella fase addestrativi pratica, ha permesso al gruppo di giornalisti di inserirsi fisicamente nella realtà dei teatri attraverso una attività diretta nell'arco della seconda settimana. Una settimana che, in un crescendo di entusiasmo e di coinvolgimento, ha portato l'intero gruppo a diretto contatto con le quattro armi e con le problematiche che quotidianamente vengono affrontate nelle aree di crisi. Giornate intense, sul campo, dove i partecipanti hanno vissuto esperienze di forte impatto emotivo ma certamente di grande formazione dal punto di vista di una professione che, sempre più spesso, vede gli addetti della comunicazione e i militari condividere eguali esperienze e rischi.

Così, presso il poligono della Scuola di fanteria di Cesano di Roma, i partecipanti hanno vissuto l'esperienza di un agguato a un convoglio, di un attacco Nbc e in modo assai realistico hanno provato cosa voglia dire l'attraversamento di un centro abitato durante uno scontro a fuoco tra fazioni contrapposte. Ancor più realistica l'attività presso l'aeroporto di Pratica di Mare dove, oltre all'utilizzo dei visori notturni Vng, sono stati effettuati salvataggi dall'elicottero con l'uso di verricelli.

Da qui, imbarcato su un C-130, l'intero gruppo è stato poi trasferito a Brindisi, ospite di nave San Giusto. La visita alla unità è culminata con una attività sui barchini e sui mezzi anfibi del reggimento San Marco. Di rilievo anche la giornata trascorsa presso la sede del battaglione carabinieri Lazio a Roma. Argomenti principali: il comportamento da tenere in caso di presa d'ostaggi e alcune tecniche di negoziazione.

Il livello tecnico del corso, il grado di partecipazione e di coinvolgimento dei giornalisti, tra i quali occorre segnalare una netta prevalenza femminile e la presenza di numerosi free lance, la perfetta interazione tra i partecipanti e il personale militare coinvolto nell'iniziativa, non solo nella fase addestrativi ma anche negli aspetti più goliardici del "fuori orario", rendono il bilancio finale totalmente positivo.

Al punto da spingere tutti i presenti, all'unanimità, a richiedere nuove attività simili di approfondimento in futuro, nonché l'istituzionalizzazione di un corso che potrebbe realmente rivestire una funzione importantissima nella formazione dei professionisti dei media destinati ad operare nelle aree di crisi e nei teatri operativi in generale.

Istanze queste che l'intero gruppo dei giornalisti ha più volte ribadito allo staff di PI che ha animato e seguito l'intera attività, composto dai colonnelli Giancarlo Rossi e Massimo Fogari, da tenenti colonnelli Angelo Morcella e Giuseppe Michelangeli, dal capitano di fregata Massimo Polacci e dal 1° maresciallo Bartolomeo Causarano, che per la sua disponibilità e simpatia è stato proclamato dai partecipanti "Primo Maresciallo embedded tra i giornalisti".

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