Anno 2004

Cerca in PdD


Londra si prepara a una lunga guerra

Alessandro Corneli, 20 ottobre 2004, Cortesia GRRG.it

Le lunghe guerre non spaventano gli inglesi. Si pensi al lungo conflitto con la Spagna nel '500, a quello con l'Olanda nel '600, a quello con Napoleone tra la fine del '700 e l'inizio dell'800, alle due guerre mondiali, senza contare le guerre coloniali. Molto spesso gli inglesi sono partiti battuti per la sproporzione di forze, ma hanno saputo prima resistere, poi coagulare intorno alle proprie posizioni gli alleati giusti, ben sapendo che da solo un Paese difficilmente riesce ad imporsi, e non hanno mai dimenticato di aggiornarsi e di fare gli investimenti adatti per raggiungere l'obiettivo.

Due notizie recenti confermano la tradizione britannica. La prima è ufficiale, e riguarda il potenziamento dell'Intelligence; la seconda è una indiscrezione pubblicata il 17 ottobre dal quotidiano The Independent e riguarda la decisione di ospitare alcuni missili del sistema di intercettazione americano.

Quando il terrorismo colpì l'11 settembre, a Londra ci si rese subito conto: che la Gran Bretagna sarebbe stata colta di sorpresa come gli Stati Uniti; che il terrorismo si era organizzato da lungo tempo per sferrare questo tipo di attacco e quindi era pronto a una lunga sfida; che il campo dove sarebbe stata decisa la sorte di questo scontro sarebbe stato quello dell'intelligence, eventualmente in parallelo ad azioni militari; che le azioni militari avrebbero potuto essere decise e attuate in un tempo relativamente breve mentre il riorientamento dell'intelligence su questo terreno avrebbe avuto bisogno di molto più tempo.

E così è stato. La prima risposta è stata quella di scendere al fianco degli Usa in Afghanistan e in Iraq perché un segnale forte di volontà di resistenza contro il terrorismo doveva essere dato, cominciando a colpire quei regimi che più apertamente e da più tempo sfidavano in vari modi l'Occidente.

La seconda risposta è stata quella di riorganizzare e potenziare il sistema d'intelligence, che per oltre quarant'anni era stato orientato sulle esigenze della Guerra fredda per contrastare l'Urss e sulla necessità di combattere il terrorismo dell'Irlanda del Nord. Poche erano invece le conoscenze del mondo dell'estremismo islamico e di quello di al Qaida. Alex Standish, di Jane's Intelligence Digest, ha detto: "Siamo in una fase in cui cerchiamo di affrontare le deficienze del sistema che abbiamo ereditato" perché "costruire una rete d'intelligence che sia capace di infiltrare le cellule terroristiche, per esempio, è un'impresa enorme".

Eliza Manningham-Buller, che dirige l'MI5, il servizio di intelligence interna, ha detto che il pericolo rappresentato dalla rete terroristica di Osama bin Laden è sempre presente e resterà tale per lungo tempo: "Non vedo una prospettiva di una significativa riduzione nella minaccia posta alla Gran Bretagna e ai suoi interessi da parte del terrorismo islamico per i prossimi cinque anni e, temo, per gli anni a venire. Lo sforzo di sconfiggere la minaccia islamista sarà un impegno di lunga durata".

Il ministro dell'Interno, David Blunkett, ha preso sul serio queste valutazioni e recentemente ha annunciato 160 milioni di dollari in nuove risorse per la sicurezza nel 2005, parallelo a un potenziamento dell'MI5 con altri mille nuovi esperti d'intelligence, un aumento del 50%. Inoltre ha detto che i nuovi stanziamenti andranno in particolare a vantaggio della Special Branch, l'unità d'élite antiterrorismo della Polizia. Il ministero del Tesoro ha reso noto che la spesa per l'antiterrorismo raggiungerà 2,7 miliardi di dollari quest'anno e 3,7 miliardi il prossimo. Nel 2001 era 1,7 miliardi.

La guerra al terrorismo ha rafforzato il legame tra la Gran Bretagna e gli Stati Uniti. Secondo The Independent, come accennato, Tony Blair avrebbe accettato, in via di principio, di ospitare sul territorio britannico una base di missili del sistema di intercettazione statunitense voluto da Bush. Si tratterebbe di un accordo riservato raggiunto lo scorso maggio a Washington, che avrebbe dovuto restare riservato fino alle prossime elezioni politiche di maggio 2005.

Gli intercettori antimissili americani verrebbero ospitati presso il centro radar di Fylingdales, nello Yorkshire. Londra aveva già concesso l'installazione di sistemi radar per la scoperta di eventuali testate missilistiche in arrivo, ma niente era noto riguardo a silos di intercettori da sistemare in Gran Bretagna. Il sistema antimissili Usa è già parzialmente operativo, con cinque intercettori sistemati in Alaska.

C'è chi discetta sulle cause del terrorismo - come don Ferrante discettava sulla natura della peste - e c'è chi combatte contro il terrorismo e si dota degli strumenti per farlo in modo efficace. Con senso dello Stato.

FAI CLICK SU QUESTO LINK ED ESPRIMI LE TUE IDEE NEL FORUM