Anno 2004

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Italfor Bosnia, ancora sequestri di armi

Paolo Crociani, 19 agosto 2004

Nei giorni scorsi i militari del contingente Italfor dislocato in Bosnia sono stati impegnati nell'operazione denominata Harvest durante la quale è stata raccolta una grande quantità di materiale d'armamento ed esplosivi ancora in possesso della popolazione civile. L'area assegnata al contingente italiano è stata quella di Gorazde, cittadina appartenente alla Federazione Bosniaca.

L'operazione, che si ripete ogni anno, ha lo scopo di verificare che ancora non vi siano armi e materiale esplosivo - detenuto anche illegalmente - presso le abitazioni della popolazione locale. In più giornate i militari del Contingente italiano hanno condotto l'operazione con il metodo del "door to door" (letterarmente "porta a porta") recandosi presso le abitazioni dei cittadini di Gorazde per verificare l'eventuale presenza di materiale d'armamento ed esplosivi.

L'operazione è stata condotta dai militari della 13^ batteria del 3° reggimento artiglieria da montagna - unità operativa del contingente italiano - che normalmente è dislocata nella cittadina di Rogatica. Il reparto è stato affiancato da un nucleo BOE, composto da militari del genio specializzati nella bonifica di ordigni esplosivi, e da un team NBC qualificato per la difesa nucleare, batteriologica e chimica.

La presenza dei nuclei BOE ed NBC è dettata da precise esigenze di sicurezza rivolte tanto ai militari che effettuano la raccolta quanto alla popolazione civile interessata dall'evento. Infatti al momento della consegna o della confisca vengono effettuate le necessarie rilevazioni dal team NBC sul materiale al fine di individuare l'eventuale presenza di agenti contaminanti.

Solo successivamente intervengono gli specialisti del genio per verificare lo stato di conservazione e la pericolosità del materiale soprattutto se si tratta di esplosivi o residuati bellici. In un secondo momento, eseguiti tutti i controlli di rito, il materiale viene ritirato, stoccato e successivamente distrutto in aree sicure lontane dai centri abitati.

L'operazione Harvest è una occasione per rendere più sicuro il territorio eliminando la presenza di ordigni esplosivi e materiale d'armamento residuati della guerra che potrebbero causare vittime tra la popolazione e, contestualmente, rinsaldare i rapporti di fiducia e stima tra la gente del luogo e i militari del contingente italiano che operano in quell'area.

In totale è stato rinvenuto il seguente materiale: 1854 cartucce di vario calibro, 76 bombe a mano, 5 pistole, 18 fucili, 200 grammi di esplosivo, 2 mine anti uomo, 11 razzi illuminanti, 2 bombe da fucile.

Negli stessi giorni i carabinieri della unità denominata MSU (Multinational Specilized Unit) di Sarajevo, in collaborazione con i militari del nuclei BOE ed NBC italiani, hanno condotto una operazione durante la quale è stato sequestrato il seguente materiale: 4850 cartucce di vario calibro, 33 bombe a mano, 1200 grammi di esplosivo, 18 fucili, 9 razzi illuminanti, 1 bomba da mortaio.

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