Anno 2004

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Esercitazione Clever Sentinel ad Augusta

Gianni D'Anna, 30 aprile 2004

La data dell'11 settembre 2001 segna l'inizio di una nuova era per il mondo, l'attacco alle torri gemelle di New York hanno significato una presa di coscienza globale contro il terrorismo internazionale. Per questa ragione, sin da quel giorno, i paesi della Terra hanno unito gli sforzi per difendersi contro attacchi del genere. A tale scopo è stata creata la Proliferation Security Initiative (PSI) di cui l'Italia fa parte insieme con altre tredici nazioni.

Il 22 aprile ad Augusta si è tenuta la fase finale dell'esercitazione Clever Sentinel che ha avuto inizio il 13 aprile, con la fase aereo-navale dal 19 al 22 sotto la direzione logistica dell'Italia. La simulazione di interdizione è stata coordinata dalla Presidenza del Consiglio con la partecipazione congiunta di cinque ministeri: Affari Esteri, Interno (Difesa civile e Vigili del fuoco), Difesa, Finanze (Agenzia delle dogane), Trasporti e infrastrutture (Guardia costiera).

L'esercitazione ha voluto mettere in atto l'impegno sottoscritto dalle nazioni che partecipano al PSI contro la proliferazione di traffici di materiali per la costruzione di armi di distruzione di massa. Durante l'esercitazione sono state messe in campo una decina di mezzi aereo-navali: la nave rifornimento Etna, il caccia Ardito, la fregata Bersagliere, il pattugliatore aereo Atlantic della Marina Militare italiana che ha messo a disposizione anche un team di forze speciali degli incursori Comsubin.

Completavano il gruppo un pattugliatore aereo e la fregata Courbert della Francia, la fregata Van Speijk dell'Olanda, la fregata Infanta Elena della Spagna, un pattugliatore aereo P3C e il caccia Gonzales degli Stati Uniti.

Lo scenario dell'esercitazione prevedeva un'attività di intercettazione, scorta e abbordaggio di una nave sospettata di trasportare materiale per la costruzione di armi di massa, l'ispezione e il sequestro del carico e il dirottamento in un porto (in questo caso Augusta). A bordo della nave Etna erano presenti un gruppo di osservatori internazionali. La fase finale della esercitazione è avvenuta presso i piazzali dell'area commerciale , con un imponente spiegamento di forze dell'ordine, Polizia di Stato, Carabinieri, Finanza e Guardia Costiera alla presenza del prefetto Francesco Alecci che nell'organizzazione di tali operazioni è il punto di convergenza di tutti i soggetti partecipanti.

Protagonisti principali della fase finale, i Vigili del Fuoco con i nuclei speciali per il rilevamento della radioattività e misure di controllo in caso di presenza di materiali per attacchi batteriologici, che hanno predisposto le stazioni di decontaminazione, con l'ausilio di mezzi la verifica e la prevenzione di un eventuale contaminazione del suolo. La logistica per l'area commerciale è stata curata dalla Port Authority di Augusta per competenza territoriale.

Un evento che ha visto gli occhi del mondo puntati sul porto di Augusta, un'occasione per mantenere alta l'attenzione su probabili scenari bellici legati al terrorismo internazionale, in vista dell'entrata in vigore, il primo luglio, delle nuove misure di sicurezza in ambiti portuali con l'ausilio di mezzi tecnici e apparecchiature che consentono controlli accurati sulle merci trasportate in container.

Alla fine dell'esercitazione si è tenuto un briefing a bordo di nave Etna a cui hanno partecipato tutte le autorità e i soggetti che fanno parte del piano di intervento previsto dal PSI. Si spera che grazie all'organizzazione di un così importante evento legato alla sicurezza possa essere possibile il ritorno nel porto di Augusta dell'ufficio di Polizia di Frontiera che è stato sorpresso circa vent'anni fa, in un momento in cui le tensioni internazionali erano ben diverse dalle attuali: una necessità di cui si sente il bisogno per garantire maggiori controlli in ambito portuale rispetto al passato.

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