Anno 2004

Cerca in PdD


Serbia e Montenegro, più unione militare che politica

Stefano Frantz, 13 luglio 2004

La Marina militare di Serbia e Montenegro ha iniziato a dare forma al suo processo di modernizzazione, mettendo in liquidazione le navi, gli armamenti e gli equipaggiamenti datati, allo scopo di raggiungere un livello di compatibilità con la NATO e di potere aderire al programma di Partenariato per la Pace dell'Alleanza.

Secondo fonti ufficiali, la riorganizzazione della Marina dovrebbe essere completata nel 2010. Il contrammiraglio Mihajlo Zarkovic ritiene le riforme necessarie a causa delle costrizioni economiche che hanno fortemente limitato la prontezza operativa e le capacità tecnologiche. "Fino a oggi siamo stati in grado di fare fronte a questi problemi - ha detto Zarkovic - ma razionalizzazione ed economia sono diventate una realtà e un obbligo".

Il contrammiraglio Slobodan Rajcevic ha affermato che la riorganizzazione dovrebbe essere realizzata in tre fasi. La prima, già in atto, è programmata fino al 2005 e include la dismissione di alcune navi e altro equipaggiamento vetusto. In linea con la prima fase della riforma, il colonnello Nebjosa Sandic, a capo del dipartimento per gli approvvigionamenti del ministero della Difesa di Serbia e Montenegro, ha recentemente annunciato che la Marina ha intenzione di cedere due delle sue fregate Koni del tipo sovietico e due sottomarini.

Ha dichiarato inoltre che il suo dipartimento ha da poco concluso un contratto dal cinque milioni di dollari per vendere cinque unità missilistiche Osa-1 e due sistemi missilistici anti-nave mobili Rubez dismessi dal servizio attivo. Tra gli altri mezzi da ritirare ci sono trentasei tra aerei ed elicotteri militari. Le due rimanenti fasi della riforma includono una sostanziale restrizione delle spese, indice di pochi fondi da stanziare per il futuro.

Secondo Rajcevic, la Marina deve focalizzare i suoi sforzi sul mantenimento della perfetta operatività dei migliori reparti, degli equipaggiamenti e dei mezzi a disposizione - come le cannoniere missilistiche mobili e veloci, i piccoli sommergibili e le navi ausiliarie. I vertici della Marina insistono sul fatto che la forza militare è necessaria per l'area del Danubio e deve essere in grado di difendere le proprie acque territoriali, le altre vie di comunicazione marittima, condurre operazioni di salvataggio e aumentare la sua capacità di prendere parte alle iniziative di sicurezza internazionale.

La Marina di Serbia e Montenegro ha anche recentemente incrementato gli sforzi nell'area della cooperazione regionale. Agli inizi di giugno, ha condotto esercitazioni congiunte con la Marina italiana nelle acque internazionali del Mare Adriatico. Di recente il ministro della Difesa di Serbia e Montenegro, Prvoslav Davinic, si è recato in visita in Albania, dove le due nazioni hanno concordato che Serbia e Montenegro potrebbero avere il ruolo di osservatore nelle esercitazioni militari in Adriatico pianificate con Albania, Italia e Stati Uniti.

A questo spirito di cooperazione in ambito militare si contrappone una certa volontà politica secondo la quale Serbia e Montenegro dovrebbero aspirare all'ingresso nella Unione Europea separatamente. Primo sostenitore di questa causa è il vice primo ministro serbo Miroljub Labus. Secondo la sua analisi, le due repubbliche hanno fallito il tentativo di armonizzare i propri mercati, determinando un forte pessimismo sul successo del futuro della Unione. "Sono pessimista sui tentativi di armonizzazione dei mercati di Serbia e Montenegro - ha detto Labus - il governo della Serbia ha fatto tutto quanto in suo potere, ma non c'è alcun progresso; credo che la unica via di uscita per questa situazione sia quella di intraprendere due diversi programmi per aderire alla Unione Europea".

Tali affermazioni sono verosimilmente gradite al governo del primo ministro indipendentista montenegrino Milo Djukanovic. Ma l'idea di due programmi UE separati non sembra poter ricevere alcun sostegno dai partner dalla coalizione laburista nel governo serbo, specialmente da parte del primo ministro serbo Vojislav Kostunica, un ardente sostenitore nonché uno dei creatori dell'unione di Serbia e Montenegro. La proposta non ha raccolto molto entusiasmo nemmeno tra i candidati per l'elezione del presidente serbo dello scorso 27 giugno. Il candidato riformista Boris Tadic (vincitore delle elezioni) e il radical-populista Tomislav Nikolic si sono entrambi opposti alla divisione di Serbia e Montenegro.

FAI CLICK SU QUESTO LINK ED ESPRIMI LE TUE IDEE NEL FORUM