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Sabato 27 novembre, nel parco di Novara, con varianti toponomastiche, è stato inaugurato un monumento e intitolati viali in ricordo dei caduti. Eravamo in tanti dietro il castello sforzesco: semplici cittadini, autorità civili e militari, tra questi il comandante RFC interregionale nord, maggior generale Roberto Montagna, il sindaco di Novara, la'Assessore allav Viabilità e molti appartenenti alle Forze armate, che non più in servizio hanno voluto testimoniare con la loro presenza la vicinanza alle Istituzioni e ai familiari dei caduti. Tra noi c'erano il papà, la mamma del capitano Ficuciello e la moglie del sottotenente Cavallaro.
Presenti anche il sottosegretario per l'Economia e le Finanze onorevole Vegas, il maresciallo Moi (autore del monumento bronzeo e portavoce di una iniziativa morale che ha devoluto una somma raccolta con l'associazione Tuttiartisti alle famiglie dei caduti di Nassiriya) e l'Onorevole Gallo, promotore di una iniziativa destinata a sensibilizzare la consulta filatelica nazionale affinché il monumento bronzeo venga raffigurato su un francobollo commemorativo. La commozione era evidente, mentre venivano citate le motivazioni sostenute nella delibera del Consiglio comunale di Novara che ha voluto intitolare alle vittime i luoghi della città: Viale Caduti di Nassiriya, Viale Massimo Ficuciello, Rotonda El-Alamein e Largo Gray. Quest'ultimo, cittadino di Novara, all'indomani dell'otto settembre 1943 ha voluto partecipare attivamente alla ricostruzione della Patria e a Porta S.Paolo accanto ai suoi cavalleggeri ha trovato la morte per mano delle truppe naziste. In Duomo, alle ore 11, il cappellano militare della base dell'Aeronautica di Cameri, ha officiato una messa in suffragio di tutti i caduti. Un filo conduttore unico: i militari di oggi hanno trovato la morte in Iraq per contribuire alla ricostruzione di una nazione, come sessant'anni prima i nostri soldati si sono sacrificati per sostenere il diritto di contribuire, con le forze alleate e insieme con i cittadini che avevano scelto la via della lotta armata, al riscatto della Patria. I militari di oggi sono i figli delle Forze armate nate dall'esperienza della guerra di liberazione, hanno sofferto nel '43-'45 e soffrono oggi, ma non potrà essere il ricatto terroristico che intaccherà in alcun modo il senso del dovere che ha sempre animato i nostri soldati. Se il ricordo potrà affievolirsi, la memoria rimarrà intatta e il monumento installato nel parco di Novara sarà lì, a ricordarlo ogni giorno. |