Anno 2004

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Sudan, accordo sul petrolio tra governo e SPLA

Alfonso Magro, 10 gennaio 2004

Il 7 gennaio 2004 a Naivasha nel Kenya si è conclusa la prima fase dei colloqui iniziati lo scorso 30 novembre con la firma di un accordo di pace fra il Governo di Khartoum e i ribelli del Sudan People's Liberation Army (SPLA). L'accordo non è soltanto un risultato fondamentale del processo avviato per porre fine alla guerra civile in Sudan, ma costituisce soprattutto un successo di alto valore politico per gli Stati Uniti e per i Paesi occidentali, fra cui anche l'Italia, che hanno sostenuto la composizione pacifica della controversia.

Le trattative si sono sviluppate sul punto nevralgico della spartizione dei proventi derivanti dallo sfruttamento dei giacimenti petroliferi, la principale risorsa del Paese, che al momento produce circa 300.000 barili di greggio il giorno, con un utile stimato di oltre due miliardi di dollari l'anno.

L'intesa è stata raggiunta nella maniera più classica, in pratica con gli introiti ripartiti nella misura del 50% fra le due fazioni da utilizzarsi in un periodo di sei anni ad iniziare dalla definitiva cessazione delle ostilità. Trascorso il periodo, sarà indetto un referendum fra la popolazione per scegliere il futuro amministrativo delle regioni meridionali, cioè l'autodeterminazione o la permanenza nella Repubblica Sudanese.

Per la completa pacificazione fra nord e sud restano ancora da definire due questioni e, in particolare, il controllo amministrativo delle provincie di Abyei, del Nilo Blu e dei Monti Nuba contese dai ribelli e la percentuale dei posti da assegnare allo SPLA negli incarichi del governo di transizione. Il Segretario Generale delle Nazioni Unite Kofi Annan al riguardo nutre speranze fondate sulla conclusione della vertenza entro la fine del corrente mese.

Mentre il nord e il sud stanno raggiungendo un'intesa di unità nazionale, è tuttavia ancora presente nel Paese un problema latente e irrisolto: il dissenso del Sudan Liberation Army - Movement (SLA-M), un gruppo armato costituitosi da meno di un anno, che accusa il Governo di Khartoum di disinteresse assistenziale e di trascuratezza economica nei confronti della provincia occidentale di Darfur.

Il movimento ha sostenuto con le forze governative degli scontri armati che negli ultimi mesi hanno già provocato 3.000 vittime per lo più civili e l'esodo di 90.000 profughi nel vicino Ciad dove, nella capitale N'Djamena, lo scorso dicembre esponenti del Governo sudanese si erano incontrati con i rappresentanti dello SLA-M, senza tuttavia giungere ad alcuna conclusione sulle controversie recentemente emerse.

Non appena completata la pacificazione con lo SPLA, le Autorità sudanesi dovranno necessariamente affrontare e risolvere il nuovo problema, allo scopo di proseguire l'iter ormai avviato per il risanamento economico della Nazione. Secondo una stima attendibile si ritiene, infatti, che l'estrazione del greggio possa aumentare in modo considerevole fino a raggiungere la produzione di 800.000 barili il giorno entro il 2010, purché tutte le attività industriali connesse con l'estrazione del petrolio possano svolgersi in un clima di reale stabilità interna.

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