Anno 2004

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Corea del Nord, plutonio per quattro bombe nucleari

Pagine di Difesa, 11 gennaio 2004

Secondo un diplomatico occidentale esperto in questioni estremo orientali, la Corea del Nord avrebbe materiale sufficiente per costruire quattro bombe nucleari. La dichiarazione viene un giorno dopo la visita da parte di una delegazione non ufficiale americana al sito di Yongbyon (una settantina di chilometri a nord della capitale Pyongyang) dove - secondo le dichiarazioni nord coreane - è stata mostrata la forza di deterrenza nucleare.

La visita, guidata da John Lewis, professore alla Stanford University e specialista nei programmi nucleari cinesi, è stata organizzata dopo l'invito a sorpresa della Corea del Nord fatto il 2 gennaio. Nessun membro della delegazione ha voluto rilasciare dichiarazioni preferendo informare prima il governo americano. La visita è la prima da quando gli ispettori ONU furono espulsi da Pyongyang come ritorsione nei confronti della decisione del presidente Bush di sospendere la fornitura gratuita di carburante per la produzione industriale.

Nel mese di marzo 2003 il monitoraggio statunitense, condotto da navi al largo delle coste della penisola coreana, aveva rilevato nell'aria una quantità significativa di gas Cripto (o Krypton, gas nobile che è presente nell'aria in quantità di una parte per milione), segno che era ripreso il processo di produzione di plutonio. Questo in contrasto con l'accordo del 1994, fatto con l'amministrazione Clinton, secondo cui la Corea del Nord avrebbe sospeso la produzione del materiale idoneo alla costruzione di ordigni.

La crisi è scoppiata in ottobre quando fonti ufficiali di Washington hanno affermato che la Corea del Nord aveva ammesso la ripresa della produzione di plutonio. In risposta, il presidente Bush ha ordinato la sospensione di invio di carburante. Come contro ritorsione Pyongyang ha espulso gli ispettori dell'ONU. L'invito rivolto a una missione americana di visitare il centro di produzione nucleare di Yongbyon è giunto a sorpresa il 2 gennaio e ha come obiettivo la ripresa dell'invio di petrolio.

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