Anno 2004

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Afghanistan, via le armi pesanti da Kabul

Pagine di Difesa, 23 gennaio 2004

Il primo passo per la eliminazione delle armi pesanti dalla capitale afghana stato fatto. Trenta signori della guerra hanno docilmente iniziato a versare alle autorit cannoni, carri armati, armi contro carro che detenevano nella citt di Kabul e nei dintorni. L'evento presentato con giustificata soddisfazione da parte della forza ISAF controllata dalla NATO.

Gran parte delle armi pesanti sono risultate prodotte in Russia. Tra queste, lanciarazzi BM-21, obici di artiglieria D-30 e missili anticarro. Nei primi giorni il trasferimento stato operato da oltre cento autocarri che hanno trasferito gli armamenti pesanti in una base militare fuori la capitale. Si pensa che entro i prossimi mesi potranno essere recuperate altre trecento armi.

La campagna di ritiro parte degli accordi firmati nel 2001 sulle misure da prendere nel periodo dopo guerra. Secondo un osservatore militare che si dimostrato scettico, i signori della guerra si sono solo liberati di pezzi vecchi e inutilizzabili, per i quali perfino difficile reperire ricambi, mentre continuano a detenere i materiali pi moderni.

Intanto prosegue la campagna per la registrazione alle elezioni, che si spera possano essere tenute nel mese di giugno. Il presidente Karzai partecipa attivamente alla campagna e ha mostrato pubblicamente il proprio documento di registrazione. Degli stimati dieci milioni di aventi diritto al voto se ne sono registrati poco pi di cinquecentomila, il ventidue per cento dei quali costituito da donne.

La questione grave quella della sicurezza nelle aree distanti dalla capitale. I Provincial Reconstruction Team (PRT) sono pochi. Uno solo controllato da ISAF, gli altri sette sono americani. Il comandante di ISAF, il generale tedesco Gtz Gliemeroth, ha affermato che l'Alleanza ha pianificato la dislocazione di altri quattro o cinque PRT. Il problema, messo in evidenza dal segretario generale della NATO, quello dello scarso contributo dalle nazioni partecipanti.

L'altra piaga afghana la produzione di oppio. Circa il settantacinque per cento della produzione mondiale di eroina proviene da oppio afghano. Gli enormi guadagni rendono difficile qualunque iniziativa. Gli Stati Uniti prevedono di stanziare oltre trecento milioni di dollari per riuscire a eradicare le coltivazioni con intensi controlli alle frontiere, cattura dei trafficanti, riconversione delle colture.

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