Anno 2004

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Israele, consegnati i primi due caccia F-16I Sufa

Pagine di Difesa, 20 febbraio 2004

Il 19 febbraio l'Aeronautica israeliana ha ricevuto i primi due dei previsti centodue nuovi aerei da caccia F-16I. Il modello "I" è una versione totalmente riveduta e corretta e molto più sofisticata del F-16 Falcon.

Il nuovo caccia, al quale è stato imposto il nome di Sufa (in lingua ebraica vuole dire Tempesta), consente alle forze aeree israeliane di portare il raggio di azione a 1.500 chilometri e quindi di potere intervenire contro qualunque minaccia in tutta la regione mediorientale senza la necessità di rifornimento in volo.

Gli F-16I sono costruiti dalla Lockheed Martin, che ha battuto nella gara d'appalto la rivale Boeing. Il contratto di fornitura prevede la consegna di centodue velivoli in cinque anni per un costo complessivo di 4,5 miliardi di dollari. I due aerei sono partiti la sera del 18 febbraio e hanno fatto scalo nelle Azorre per arrivare il 19 alla base israeliana di Ramon, nel deserto del Negev.

Alla cerimonia erano presenti il premier Ariel Sharon, il ministro della Difesa Shaul Mofaz, il capo di stato maggiore della Difesa Moshe Yaalon, il capo di stato maggiore dell'Aeronautica Dan Halutz e l'ambasciatore americano in Israele Dan Kurtzer.

La stampa israeliana, che riporta la notizia in ampi spazi, sottolinea il fatto che con la consegna dei centodue F-16I e il possesso di duecentotrenta F-16 Falcon Israele possiede la più grande flotta di F-16 al mondo, dopo quella degli Stati Uniti.

Quando il contratto fu firmato nel 1999 la configurazione della minaccia comprendeva l'Iraq (ancora considerato la maggiore potenza militare mediorientale), l'Iran (che perseguiva una non rivelata politica nucleare e di acquisizione di missili a lunga gittata), la Libia (che cercava di comprare tecnologia nucleare e missili).

La versione "I" del F-16, denominata Sufa, è stata realizzata per le esigenze specifiche dell'Aeronautica israeliana; sarà pagato facendo ricorso alle sovvenzioni che gli Stati Uniti garantiscono allo Stato di Iraele, che ammontano a circa 2,2 miliardi di dollari all'anno.

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