Anno 2004

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Aerei NATO sui paesi baltici, preoccupazione russa

Pagine di Difesa, 27 marzo 2004

Il 29 marzo gli aerei della NATO iniziano il pattugliamento dei cieli di Estonia, Lettonia e Lituania. Lo stesso giorno a Washington avviene la cerimonia di ingresso di sette nuove nazioni nell'Alleanza Atlantica.

Di queste, fino a pochi anni fa: le nazioni baltiche appartenevano alla Unione Sovietica; la Slovacchia era unita alla Repubblica Ceca nella Cecoslovacchia; Bulgaria e Romania erano alleate dell'URSS nel Patto di Varsavia; la Slovenia faceva parte della Yugoslavia. A fattor comune, erano governate da regimi comunisti.

Più che di un allargamento, si tratta di una vera e propria rivoluzione nella geografia politico-militare dell'Europa. Da una parte le nuove alleate chiudono definitivamente il capitolo che riguarda gli esiti della seconda guerra mondiale e la guerra fredda. Dall'altra la NATO estende i propri confini dall'Atlantico al Mar Nero e al Baltico, con una frontiera ininterrotta che unisce questi ultimi due mari.

Un'area che copre quasi tutta l'Europa - a parte l'isola balcanica che comprende Croazia, Unione Serbia Montenegro, Kosovo, Macedonia, Albania - costituisce la nuova dimensione della sicurezza e stabilità europea. Peraltro, i paesi balcanici, se non sono ancora sotto tutela NATO, hanno già avviato con questa delle consultazioni per l'ingresso nel programma di Partenariato per la Pace.

L'accesso all'Alleanza è considerata da tutte le nazioni - in particolare quelle baltiche - garanzia contro eventuali interferenze provenienti da est. La protezione occidentale sarà anche concretizzata con il trasferimento di alcune basi che attualmente sono dislocate in Europa centrale.

Nonostante le rassicurazioni provenienti da Bruxelles, la Russia - per bocca del ministro della Difesa, Sergei Ivanov - ha espresso la propria preoccupazione considerando l'allargamento - in particolar modo verso i paesi baltici - come una possibile minaccia alla sicurezza di Mosca.

Estonia, Lettonia e Lituania non hanno ancora firmato il trattato CFE sulle forze convenzionali in Europa (Conventional Forces Europe Treaty) e Ivanov, che non ha peraltro preso ancora alcuna decisione, pensa di ridislocare truppe ai confini con i paesi baltici. Ritiene possibile inoltre - stando alle recenti dichiarazioni - che Mosca riveda la propria politica nucleare.

Sergei Ivanov è stato invitato alla cerimonia del 2 aprile a Bruxelles. E' possibile che in quella circostanza si possano gettare le basi per un definitivo chiarimento sul ruolo dei paesi baltici nell'ambito dell'Alleanza e ridimensionare così le preoccupazioni che la Russia manifesta nei confronti dell'Allargamento della NATO.

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