Anno 2004

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Afghanistan, Médecins sans Frontières abbandona

Pagine di Difesa, 30 luglio 2004

Médecins sans Frontières lascia l'Afghanistan. Lo ha annunciato Kenny Gluck, direttore delle operazioni, che ha aggiunto: "Abbiamo preso questa difficile decisione perché riteniamo che sono sfumate per noi le condizioni per una azione umanitaria indipendente".

L'organizzazione ha operato in Afghanistan per venticinque anni, anche in situazioni di guerra aperta, ma il gruppo di volontari afferma di lasciare il territorio per le difficili condizioni di sicurezza alle quali si aggiunge la mancanza di cooperazione da parte della coalizione.

John Siepman, portavoce di ISAF, ha risposto alle accuse affermando che molte altre organizzazioni non governative operano in Afghanistan in modo efficace. Il comando militare - secondo Siepman - incoraggia le organizzazioni governative e non governative ad aiutare il popolo afghano. Secondo il portavoce la questione della sicurezza non è un motivo sostenibile dell'abbandono da parte di MSF.

In giugno cinque membri della organizzazione sono morti in attentati, che nell'ultimo anno hanno provocato un totale di 900 vittime. I Talebani hanno rivendicato la responsabilità degli attentati e hanno dichiarato che altri seguiranno contro MSF perché lavora per gli interessi degli americani. Nella notte tra il 28 e il 29 luglio una bomba è esplosa in una moschea dove venivano svolte operazioni di registrazione per il voto del 9 ottobre; due persone sono rimaste uccise.

Le preoccupazioni di MSF avevano avuto inizio nel 2001 quando il segretario alla difesa americano, Colin Powell, aveva citato MSF come "force multipliers" (moltiplicatore di forze). Secondo l'organizzazione quella dichiarazione minò alla base la credibilità di MSF e la sua opera di assistenza umanitaria.

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