Anno 2004

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La Turchia pronta ad attaccare i Curdi iracheni

Pagine di Difesa, 9 settembre 2004

Il governo turco e i vertici militari di Ankara stanno valutando l'opzione di una offensiva militare contro i ribelli curdi nell'Iraq settentrionale. La scorsa settimana il primo ministro Recep Tayyip Erdogan ha detto che la Turchia sta perdendo la pazienza con il suo alleato a causa del fallimento delle operazioni di neutralizzazione dei ribelli curdi rintanati nel nord montagnoso dell'Iraq. "La nostra pazienza si sta assottigliando" ha detto Erdogan. "Non possiamo guardare la nostra gente martirizzata. Faremo qualsiasi cosa necessaria per combattere i ribelli".

Segnali che Ankara sta valutando una operazione militare contro i ribelli curdi si sono avuti dopo due soli giorni che il ministro degli esteri Abdullah Gul ha lasciato intendere che la Turchia potrebbe inviare truppe in Iraq per combattere i ribelli sul posto. Il ministro Gul ha detto: "Gli Stati Uniti non sono ancora nella condizione di poter lanciare una operazione militare contro il PKK (Partito Curdo dei Lavoratori, conosciuto ora con il nome di Kongra-Gel); noi agiremo senza fare assegnamento su un altro paese; sappiamo come trattare i nostri nemici".

Ankara ha a lungo esortato gli Stati Uniti, forza di occupazione in Iraq, affinché mandino delle truppe per neutralizzare i ribelli curdi che si ritiene siano nascosti soprattutto sulle montagne del nord dell'Iraq. Ma i vertici USA non hanno ancora elaborato un piano per una offensiva militare. Hanno anzi chiarito che non è stata pianificata alcuna azione per il prossimo futuro. Come la Turchia, anche gli Stati Uniti considerano il PKK una organizzazione terroristica, ma le truppe americane sono impegnate in primo luogo a combattere i rivoltosi che si oppongono alla occupazione dell'Iraq centrale.

Un analista della difesa di Ankara ha dichiarato che le forze USA in Iraq sono riluttanti ad aprire un nuovo fronte fino a quando impegnate a contenere le rivolte che scoppiano un po' ovunque nel paese. "Combattere il PKK non è una priorità per Washington, e dubito che mai lo sarà" ha detto lo stesso analista. Una fonte ufficiale afferma che il principale motivo della riluttanza americana a combattere il PKK, nonostante le ripetute assicurazioni date, è l'alleanza con i curdi iracheni.

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