Anno 2004

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Leishmaniosi, a rischio le truppe in Afghanistan e Iraq

Pagine di Difesa, 13 settembre 2004

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO, World Health Organization) ha assunto l'iniziativa in una emergenza che dovrebbe ridurre fortemente l'incidenza della leishmaniosi nella capitale afghana Kabul in meno di due anni. Stando alle dichiarazioni ufficiali, senza una azione immediata l'attuale trend della malattia potrebbe portare a una situazione incontrollabile dal punto di vista sanitario.

Il dottor Sardar Ahmad, funzionario alla informazione del WHO, ha detto alla agenzia IRIN: "Kabul è il centro a più alta concentrazione di leishmaniosi cutanea nel mondo con una stima di 67.500 casi, circa un terzo dei 200.000 casi registrati in Afghanistan; è vitale che siano ridotti".

Le leishmaniosi sono malattie infettive provocate da microrganismi protozoi trasmessi all'uomo dalla mosca della sabbia. Diffuse sopratutto nei paesi a clima caldo, le leishmaniosi sono di due tipi: viscerale e cutanea. La prima, detta anche kala-azar, si manifesta dopo 2-4 mesi di incubazione con febbre, danno epatico e anemia. Se non curata, può portare nella gran parte dei casi alla morte. Il secondo tipo di leishmaniosi é detta anche bottone d'oriente e porta alla comparsa di lesioni della pelle (ulcere) sul viso e sulle braccia, e delle mucose nasali e orali.

Oltre all'Afghanistan, anche l'Iraq ha un clima caldo e per gran parte del territorio è desertico. Da indiscrezioni emerse, sembra che nelle truppe impiegate in Iraq ci sia già stato qualche caso di leishmaniosi cutanea ma per ora non si registrano dichiarazioni ufficiali da parte delle autorità sanitarie militari.

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