Anno 2004

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Italfor Iraq, sequestri di armi e diplomazia

Pagine di Difesa, 18 settembre 2004

Doppio colpo dei militari dell'Italian Combined Joint Task Force Iraq (IT-CJTF Iraq) nel contrasto alla criminalità organizzata e ai gruppi potenzialmente ostili della provincia di Dhi Qar. I genieri della Task Force Piave hanno rinvenuto, messo in sicurezza e recuperato dieci missili controcarro At-3 e tre antiareo Sa-7 mentre i carabinieri Msu e Military Police, in collaborazione con la nuova polizia irachena, hanno condotto una operazione che ha portato al ritrovamento e al sequestro nelle vicinanze della base italiana di numerose armi da fuoco tra le quali due lanciarazzi anticarro Rpg-7 e un mortaio da 60 mm, oltre all'arresto di 15 uomini.

Dopo avere ottenuto generiche informazioni sulla presenza di armi nella zona, i genieri della Piave, sotto il comando del colonnello Luigi Lo Conte, sono intervenuti lungo la trafficata rotabile Tampa, sempre nella zona di Nassiriya. Gli artificieri del nucleo EOD (Esplosive Ordnance Disposal, bonifica ordigni esplosivi) hanno individuato e sequestrato dieci missili controcarro At-3 Sagger e tre missili antiaereo Sa-7 Grail con 1 gripstock (il congegno di sparo) e tre batterie, tutti di fabbricazione ex sovietica, oltre a casse di munizioni. Per i genieri del 6° reggimento si tratta dei primi risultati di una operazione ancora in corso.

Per i carabinieri è stato il coronamento di due mesi d'indagini, intraprese per neutralizzare il sequestro a mano armata e il traffico di auto rubate sull'autostrada Baghdad-Bassora e il commercio illegale di armi e materiale bellico. Ad Ash Shukayri, pochi chilometri a nord-est di Nassiriya, i militari italiani comandati dal colonnello Claudio D'Angelo, con uomini del Dipartimento investigazioni speciali della rinata polizia irachena e personale femminile della Guarda Nacional Repubblicana portoghese hanno circondato alcune case e individuato le armi in piccoli depositi. Hanno provveduto quindi agli arresti senza incontrare resistenza.

Vittime del clan, che potrebbe avere avuto contatti con esponenti di gruppi terroristici per la vendita delle armi, sono stati in passato anche alcuni imprenditori legati ai contratti in appalto per le forze della coalizione. Tra il materiale sequestrato anche sette mitragliatori Kalashnikov, tre mitragliatrici, quattro fucili Hk-G3 preda bellica iraniana, tre moschetti, un fucile da cecchino e numerose munizioni.

Quasi in contemporanea, si è svolto al comando del contingente italiano il primo incontro tra il brigadier generale Enzo Stefanini, comandante del IT-CJTF Iraq e il governatore della provincia di Dhi Qar, Muhammad Sabri Hamid Al Rumayad, a pochi giorni dalle prime elezioni libere locali previste per lunedì 20 settembre. L'appuntamento con le urne, la sicurezza, la distribuzione degli aiuti umanitari italiani alla popolazione e gli interventi a favore della ricostruzione sono stati i temi trattati nel corso della riunione. Il governatore iracheno ha espresso condanna ed esecrazione per il rapimento delle due volontarie italiane a Baghdad e ha manifestato la propria solidarietà e quella della popolazione locale.

Fonte: IT-CJTF Iraq

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