Anno 2004

Cerca in PdD


Italfor Kabul, la lotta contro la Leismaniosi

Pagine di Difesa, 18 settembre 2004

Il trattamento della Leismaniosi svolto dai medici del contingente italiano alle porte della capitale Ŕ diventato un riferimento per la popolazione locale Ŕ non solo. Bambini, donne e anziani vengono anche dai villaggi pi¨ lontani per sottoporsi alla nuova terapia adottata dai medici italiani.

La sperimentazione della nuova terapia, iniziata in maggio e ultimata in settembre ha permesso di ridurre notevolmente i tempi di guarigione. La terapia, impiegabile per la sola forma cutanea della malattia, consiste in iniezioni intradermiche effettuate direttamente sui quattro vertici delle lesioni al fine di ridurne l'espansione radiale.

Il tenente Ennio Lettieri, ufficiale medico presso la compagnia italiana di sicurezza del quartier generale di ISAF, spiega: "L'attuale formula consiste in un cocktail di farmaci composta da 0,35 ml di Glucantine (antimoniato di meglumina), 0,20 ml di lidocaina al 2% , 0,45 ml di soluzione fisiologica (sodio cloruro) e il dosaggio varia in funzione della gravitÓ della lesione".

Prima del mese di maggio le percentuali del composto erano lievemente differenti e i primi risultati soddisfacenti si ottenevano solo dopo 4/5 settimane di trattamento. Con l'adozione della nuova terapia, invece, i primi risultati utili si ottengono in appena due settimane.

"Il Glucantine - ha aggiunto il dottore Lettieri - come ogni farmaco non Ŕ privo di effetti collaterali, tossicitÓ renale, inappetenza, aumento della transaminasemia e dolori muscolo-scheletrici. Tuttavia, grazie alla nuova terapia il periodo di assunzione del farmaco e quindi gli effetti collaterali da esso derivanti si riducono enormemente".

Grazie alla riduzione dei tempi di guarigione, con due sole sedute terapeutiche si Ŕ in grado di curare un numero maggiore di persone affette dalla Leismaniosi cutanea.

I medici del contingente italiano dal mese di maggio a oggi hanno guarito circa 1.200 persone e in due anni e mezzo - secondo una stima riportata dalla organizzazione non governativa Hope World Wide che gestisce l'omonima clinica sulla Jalalabad road - i militari italiani di ISAF hanno salvato dalle deturpazioni della malattia circa 8.000 Afghani.

Da oggi, ogni quindici giorni, oltre alla cura della Leismaniosi i medici del contingente saranno impegnati anche in visite ambulatoriali presso l'infermeria costruita dagli italiani e inaugurata il mese scorso nella scuola del villaggio di Udkheyl, sito nella periferia nord-orientale di Kabul.

Il capitano Federico Lunardi, ufficiale medico in forza alla Task Force Cobra (battaglione alpini della riserva operativa per le elezioni presidenziali), ha commentato: "Su di un campione di circa settanta bambini visitati, denutrizione, patologie respiratorie e casi che necessitano di approfondite visite cardiache, presso centri ospedalieri attrezzati, sono purtroppo ampiamente diffusi".

Il dottore Lunardi ha poi sottolineato: "Lo scopo di queste visite ambulatoriali, attraverso dei check-up generali, Ŕ finalizzato a un azione preventiva. Cerchiamo di individuare i casi clinici pi¨ gravi indirizzandoli verso le strutture ospedaliere disponibili nella capitale e quando possibile di curare quelli meno gravi impiegando i farmaci a disposizione".

Accanto alla dedizione dei medici italiani occorrono evidentemente pi¨ fondi, farmaci e aiuti umanitari che - Ŕ l'auspicio di Italfor Kabul - privati cittadini e partner istituzionali possano affidare al prossimo contingente che sarÓ chiamato ad assolvere lo stesso compito: sostenere il popolo afgano nel delicato periodo di transizione verso un futuro migliore.

Fonte: Italfor Kabul

FAI CLICK SU QUESTO LINK ED ESPRIMI LE TUE IDEE NEL FORUM