Anno 2004

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Di Paola a Kabul ribadisce il "metodo italiano"

Pagine di Difesa, 21 settembre 2004

"Ieri a Nassiriya oggi a Kabul, mi rendo conto che di fronte a me c'è il meglio delle nostre Forze Armate e una delle parti migliori d'Italia. La professionalità e la determinazione con cui fate il vostro lavoro mi tranquillizza, ogni volta che vado in visita nei vari teatri di operazione quando ritorno a Roma sono più sereno, perché al di là dei rischi voi siete in grado di far fronte nel migliore dei modi a tutte le esigenze".

Così il capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Giampaolo Di Paola, ha portato il suo saluto al personale del contingente italiano in Afghanistan e ha poi aggiunto: "Oggi siamo presenti in Iraq, Afghanistan, Bosnia, Albania, Kosovo, Eritrea, tutte realtà completamente diverse tra loro ma caratterizzate da un'unica costante: l'impegno, la dedizione, l'entusiasmo e la professionalità che hanno spinto molti paesi stranieri a individuare un metodo italiano nella gestione delle crisi".

"Il nostro è un metodo - ha proseguito Di Paola - che non si basa sul buonismo come stereotipo ma sul senso della misura e della capacità di adattarsi all'ambiente operativo, cercando di non imporre la nostra presenza ma di farla ben volere con fermezza, equilibrio e decisione. Siamo buoni e non buonisti, nei vostri occhi c'è grande determinazione e un sano spirito di attaccamento ai vostri reparti; questo mi rasserena e allo stesso tempo mi rende orgoglioso di essere il vostro comandante".

L'ammiraglio Di Paola era accompagnato dall'ambasciatore d'Italia a Kabul Domenico Giorgi, dal tenente generale Filiberto Cecchi, comandante operativo interforze, e dal brigadier generale Antonio Li Gobbi, capo reparto operazioni del COI.

Durante la sua permanenza presso la sede del contingente italiano il comandante del contingente, colonnello Maurizio Collavoli, ha esposto un quadro completo della situazione afghana a poche settimane delle elezioni presidenziali e ha illustrato i compiti assegnati agli alpini della task force Cobra, unità appartenente alla riserva operativa di ISAF schierata in Afghanistan per le elezioni presidenziali.

Collavoli ha precisato: "Deterrenza, esplorazione degli itinerari che collegano i seggi elettorali ai siti di scrutinio dei voti - counting houses, otto in tutto il paese - e supporto generale per la mobilità e la protezione delle forze NATO sono alcuni dei compiti assegnati agli alpini della task force Cobra, costituita sulla base del 3° reggimento alpini dell'Esercito, che per le elezioni ha schierato in Afghanistan il suo battaglione Susa.

Il tenente colonnello Lucia, comandante della task force, ha aggiunto: "Le attività condotte finora sono state orientate alla familiarizzazione con l'ambiente e alla integrazione con le altre unità di ISAF - pattugliamento congiunte diurno e notturno - al fine di creare un unico dispositivo sul terreno, armonico e prontamente impiegabile in caso di necessità".

L'ammiraglio Di Paola ha incontrato anche il vice comandante operativo di ISAF, maggior generale Wolf Dieter Loser, che si è detto soddisfatto dell'ulteriore contributo di forze fornito dall'Italia. A seguito dello schieramento degli alpini della task force Cobra l'Italia è il terzo contributore di ISAF.

Fonte: Stato Maggiore della Difesa

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