Anno 2004

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Nigeria, dove cresce il prezzo del petrolio

Pagine di Difesa, 9 ottobre 2004

Mujahid Dokubo-Asari, signore della guerra dello Stato federale della Nigeria, che ha firmato un accordo di cessate-il-fuoco in sei punti la scorsa settimana, ha affermato che disarmerÓ le proprie forze se il governo completerÓ il ritiro delle truppe dalla regione del Delta, centro di estrazione del petrolio nigeriano.

Il leader dei ribelli, giunto nella capitale Abuja per colloqui con il governo, ha confermato che il disarmo sarÓ condizionato dalla smilitarizzazione di tutta l'area del Delta. Ha aggiunto: "Se il governo non ritira i militari nemmeno noi ci ritireremo". Tuttavia ha confermato la notizia secondo la quale alcuni reparti governativi si starebbero ritirando.

La milizia di Asari dall'anno scorso ha avuto sporadici scontri con le forze governative e altre milizie. La spirale di violenza Ŕ aumentata lo scorso mese quando il governo ha inviato una task force con il compito di attaccare le basi di Asari, il quale ha dato inizio a un conflitto a tutto campo e ha invitato le compagnie petrolifere a ritirare i propri tecnici dalla regione del Delta.

Questo ha spinto il prezzo del petrolio sul mercato mondiale oltre i cinquanta dollari al barile. Asari afferma di volere condizioni di vita migliori per l'etnia Ijaw che vive in condizioni di estrema povertÓ, nonostante gli enormi introiti derivanti dal petrolio estratto dalle loro terre tribali tradizionali.

Afferma inoltre che il ritiro delle truppe governative consentirÓ al popolo Ijaw un processo di autodeterminazione e maggiore accesso ai benefici derivanti dalla estrazione del greggio, senza essere oppresso dalle autoritÓ centrali. Altri gruppi tribali e il governo centrale accusano Asari di usare la causa Ijaw come copertura per i propri interessi personali.

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