Anno 2004

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Iraq, il generale Armando Novelli: fiducia nel futuro

Adn-Kronos, 17 ottobre 2004

"Fiducia nel futuro", anche se nei prossimi tre mesi, in vista delle elezioni in Iraq, "è possibile un incremento della conflittualita" e si potra' verificare "una recrudescenza negli attacchi" contro le forze della coalizione e le forze di polizia irachene. In un'intervista all'Adn-Kronos il maggiore generale Armando Novelli, vicecomandante del corpo d'armata a guida americana di Baghdad, fa il punto sulle prospettive immediate dell'Iraq. E a tutti coloro che continuano a chiedere il ritiro delle truppe italiane, replica: "La presenza dei soldati fa parte di un progetto. Chi la pensa diversamente stabilisca un nuovo progetto, perché il ritiro immediato senza alcuna nuova prospettiva significherebbe lasciare i governatori delle città irachene in balia delle forze insorgenti e degli elementi criminali, con il rischio di peggiorare la situazione".

ll generale Novelli è convinto che le elezioni di gennaio saranno "un momento importante, un gradino fondamentale della ricostruzione anche sotto il profilo psicologico. Per poterle svolgere è sufficiente che la coalizione abbia il pieno controllo delle quindici città più importanti del paese. Un obiettivo alla nostra portata, abbiamo ancora del tempo davanti a noi. Saranno mesi interessanti, da vivere con molta attenzione: potranno verificarsi incrementi di conflittualità, per questo la coalizione ha cercato di assumere un atteggiamento operativo risoluto e fermo, pronto alla reazione. Potrebbe esserci una recrudescenza negli attacchi, qualcosa ci aspettiamo, ma l'importante è raggiungere l'obiettivo. In questo senso, l'andamento complessivo del recente appuntamento elettorale in Afghanistan ci fa ben sperare".

A giudizio del generale Novelli, che dopo quattro mesi a Baghdad sta per cedere le consegne al maggiore generale Mario Marioli, "non ci sono solo bombe ed attentati nell'Iraq di oggi. Mi rendo conto che può suonare strano rispetto all'immagine che normalmente viene diffusa, ma ci sono anche i bambini che vanno a scuola con i libri sottobraccio". Un ritorno alla normalità "ostacolato dai gruppi che hanno l'obiettivo di evitare che in questo paese si instauri un processo di ricostruzione in senso democratico e quindi cercano di destabilizzare".

"La minaccia costituita dalle autobombe e dagli attentati suicidi è sempre presente e dà veramente l'idea di quanto cruente e imprevedibili siano le tecniche di lotta attuate dalla guerriglia. Ma la Coalizione non può e non deve desistere: bisogna lavorare - prosegue - anche per risvegliare nella popolazione irachena, spesso barbaramente colpita, l'orgoglio per la propria nazione e il netto rifiuto di tutti coloro che tentano di ostacolare il progresso".

Novelli è stato il primo generale italiano a ricoprire l'incarico di vicecomandante del corpo d'armata a guida Usa. Cinquantasette anni, di Pontremoli (Massa Carrara), proviene dalle truppe alpine. Tra i tanti incarichi ha ricoperto anche quello di comandante della brigata Taurinense e di comandante della Scuola di appicazione di Torino. A Bagdad coordina l'attività di circa venticinque militari italiani inseriti nel quartier generale del comando statunitense. "L'esistenza della Coalizione - rileva Novelli - costituisce uno degli elementi cardine intorno ai quali si sviluppa il processo di ricostruzione socio-politica dell'Iraq. La presenza di così tanti paesi, appartenenti a diversi continenti, testimonia la condivisione di una consistente parte della comunità internazionale di un impegno mirato a garantire un futuro di stabilità e di progresso all'Iraq".

Il generale Novelli ha visitato più volte il contingente italiano a Nassiriya. "Ogni volta - rileva - sono rimasto impressionato dalla serietà e dalla professionalità dei nostri soldati in una zona così complessa da tutti i punti di vista. Oltre a ciò, posso testimoniare la sincera stima che gli alleati continuamente manifestano nei confronti dei nostri militari". Novelli vuole poi "sottolineare i risultati eccezionali che la brigata Friuli, da poco giunta in Iraq, sta conseguendo: se gli italiani potessero vedere quello che tutti i giorni fanno i nostri soldati, e come lo fanno, sono sicuro che ne sarebbero più che orgogliosi e proverebbero le stesse emozioni che ho provato io".

La Nato può dare "un contributo eccezionale nello sviluppo delle nuove forze di sicurezza irachene. L'elevato livello di preparazione e la professionalità delle scuole della Nato, in aggiunta alla esperienza acquisita dagli ufficiali dei ventisei paesi membri nel corso delle operazioni condotte nei Balcani, potranno risultare utilissime", dice il vicecomandante del corpo d'armata a guida Usa in Iraq. Per quanto riguarda il processo di ricostruzione, non si può "non essere ottimisti" se si esaminano i risultati raggiunti finora. "Ne cito alcuni: piu' di 3.100 scuole sono state rinnovate nell'intero paese, sono in costruzione o in ammodernamento diciotto ospedali. A Samarra, dopo i recenti combattimenti, sono iniziati immediatamente ben ventisei progetti di ricostruzione e per il rilancio economico della città. Nell'Iraq del Nord sono in atto anche progetti per il rilancio del turismo".

Sono poi "confortanti i progressi compiuti nelle attività che rispondono alle esigenze primarie della popolazione, fra le quali prima di tutto l'elettricità. Il governo iracheno è riuscito ad aumentare la produzione di elettricità a una media di 5.000 megawatt, superiore al livello medio registrato nel periodo pre-bellico di 4.400. A Bagdad si hanno giornalmente tredici ore e mezzo di elettricità, al cospetto delle undici ore registrate prima del trasferimento di autorità. Non mi sembra poco - conclude Novelli - i dati positivi ci sono".

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