Anno 2004

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Kosovo, i numeri del 1° ROA dell'Aeronautica militare

Pagine di Difesa, 21 ottobre 2004

Trentaseimila passeggeri transitati, 13.500 velivoli (elicotteri e aerei) atterrati, 25.000 tonnellate di materiale movimentate sono solo alcuni dei numeri che hanno caratterizzano l'attività condotta dalla data della sua costituzione a oggi, dal 1° reparto autonomo dell'Aeronautica militare in Kosovo.

In aderenza al mandato del governo italiano, nel 1999 viene affidata all'Aeronautica militare la realizzazione e la gestione tecnico-operativa di una struttura aeroportuale all'interno dell'area di responsabilità del contingente nazionale nella zona di Dakovica. Nel giugno del 1999 l'Aeronautica militare inizia così la costruzione di un aeroporto per il supporto al contingente italiano rischierato in Kosovo.

Il 9 agosto il campo AMIKo (Aeronautica militare in Kosovo) è già installato e iniziano le opere di scavo della pista. Dopo poco più di un mese, il 29 settembre, un G222 della 46^ brigata aerea effettua il primo atterraggio sulla pista e il 3 dicembre l'aeroporto viene dichiarato aperto al traffico diurno di velivoli idonei a operare su piste semipreparate.

Il 12 gennaio 2000 con la costituzione del 1° reparto operativo autonomo (ROA), l'ente si trasforma e da cantiere comincia ad assumere la fisionomia di un comando operativo, con sede in Dakovica e un organico di 200 militari circa.

Dal 4 Aprile 2000 iniziano in modo regolare i voli di collegamento settimanali con l'Italia e dai primi di dicembre 2000 si concludono i lavori di allungamento della pista a 1.800 metri, l'asfaltatura della stessa e delle piazzole, rendendo così idoneo l'aeroporto all'atterraggio anche di velivoli civili.

La struttura, realizzata per il supporto alle forze nazionali, è utilizzabile da tutte le forze partecipanti all'operazione Joint Guardian, sia con velivoli militari sia con vettori civili. Dal maggio del 2000, sul sedime aeroportuale, è rischierata la componente aerea della ex brigata multinazionale ovest di Pec, task force Ercole, a carattere interforze, che ha operato con elicotteri dell'Esercito, della Marina e dell'Aeronautica.

Dal punto di vista logistico nel corso dell'anno 2001 sono realizzati: la cappella aeroportuale dedicata alla Madonna di Loreto, l'impianto voli notte e il sistema di atterraggio di precisione Ils, l'estensione dei piazzali di parcheggio e delle vie di circolazione per gli aeromobili.

La base è integrata in maniera eccellente nel territorio: la municipalità di Gjakova ha espresso in varie occasioni il proprio favore in merito allo sviluppo dell'aeroporto, che considera di interesse primario per la collettività. I riconoscimenti ricevuti e le espressioni di stima valorizzano il lavoro svolto dal personale dell'Aeronautica militare, evidenziando il prestigio dell'Italia a livello internazionale.

A seguito dei disordini verificatisi nel mese di marzo 2004, la base del 1° ROA ha ospitato il 187° reggimento paracadutisti Folgore, facente parte delle Forze della riserva operativa del comando Nato di Napoli, inviato in Kosovo per fare fronte all'emergenza.

Fonte: Stato Maggiore della Difesa, Roma

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