Anno 2004

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4 novembre, messaggio del ministro della Difesa alle Forze armate

Antonio Martino, 4 novembre 2004

Soldati, Marinai, Avieri, Carabinieri,

il 4 novembre 1918, con l'armistizio di Villa Giusti, si chiudeva l'imponente conflitto deflagrato dopo l'assassinio dell'Arciduca Francesco Ferdinando a Sarajevo.

Milioni di combattenti, milioni di caduti, feriti, mutilati, anche fra le popolazioni civili; distruzioni enormi, mai viste prima nella storia; un'Europa lacerata e divisa: questa l'eredità della "Grande Guerra".

L'Italia affrontò una prova estrema, che scosse il giovane Stato unitario ma ne divenne il fondamento popolare. Nella memoria collettiva degli Italiani sono impresse indelebilmente le pagine di gloria scritte dai nostri combattenti, protagonisti di un'impresa bellica memorabile, spesso condotta in scenari operativi di estrema difficoltà.

Con la battaglia di Vittorio Veneto, l'Italia colse il successo finale, portando a compimento l'Unità nazionale. Fu l'ultima guerra del nostro Risorgimento.

Soldati, Marinai, Avieri, Carabinieri,

in un'Europa pacificata, celebrando la fine vittoriosa del primo conflitto mondiale, non compiamo un'esaltazione del nazionalismo o del bellicismo, bensì ribadiamo il monito di quella immane strage.

La nuova Costituzione europea, solennemente sottoscritta a Roma il 29 ottobre scorso, forgia nel diritto l'Europa finalmente approdata alla compiuta unità politica.

L'Italia è convinta che tutti i popoli possano beneficiare della pace nella libertà che l'Europa ha conseguito. Perciò opera fattivamente per contribuire a rafforzare ed estendere l'area della sicurezza democratica.

Soldati, Marinai, Avieri, Carabinieri,

siate orgogliosi di appartenere alle Forze Armate italiane. Nel giorno dell'Unità nazionale, rinnovate il giuramento di difendere il Tricolore ed i valori umani che costituiscono l'alto retaggio della nostra storia.

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