Anno 2004

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Iraq, l'Ungheria ritira i suoi 300 soldati

Pagine di Difesa, 7 novembre 2004

L'Ungheria ritirerÓ dall'Iraq i suoi 300 soldati entro i primi mesi del 2005. Lo ha detto il primo ministro Ferenc Gyurcsany durante una cerimonia tenuta per enfatizzare il termine della coscrizione obbligatoria. "Restare ancora Ŕ impossibile - ha detto il primo ministro - dopo le elezioni, previste per gennaio, inizieremo il ritiro".

Il governo ad interim iracheno aveva chiesto all'Ungheria di mantenere le truppe per un altro anno, ma il portavoce del ministero della Difesa, Peter Matyuc, ha dichiarato che il governo si limikterÓ a chiedere al Parlamento l'estensione della missione, che terminerebbe a dicembre, per altri tre mesi. "Entro marzo - ha detto Matyuc - faremo rientrare tutti i nostri soldati. Da quel momento in poi, l'Iraq deve essere stabile e democratico; se non lo Ŕ, le forze ungheresi non sono sicure".

L'Ungheria - insieme con Repubblica Ceca, Danimarca, Italia, Polonia, Portogallo, Spagna, Regno Unito - aveva dato l'appoggio alla amministrazione Bush per l'azione in Iraq con la cosiddetta "Lettera degli otto" del gennaio 2003. All'epoca, il segretario di Stato, Donand Rumsfeld, aveva definito gli oppositori come Vecchia Europa e gli otto come Nuova Europa.

La decisione del presidente del Consiglio ungherese rispecchia la volontÓ popolare, che da un recente sondaggio ha espresso la propria opposizione alla permanenza delle truppe in Iraq con una maggioranza del 60% circa. In un quadro pi¨ ampio la decisione riflette un certo orientamento di un certo numero delle 32 nazioni della coalizione, in considerazione dei gravi problemi di sicurezza.

I paesi della coalizione a guida americana avevano messo insieme circa 22.000 soldati. L'Olanda, quinto contributore della coalizione con 1.400 persone, ha fatto sapere che la prossima rotazione sarÓ l'ultima. La Norvegia in luglio ha ritirato 155 genieri, lasciando solo 15 persone nella struttura Nato. La Nuova Zelanda sta ritirando i suoi 60 genieri. La Tailandia ha affermato di avere intenzione di ritirare i suoi 450 uomini. Singapore ha ridotto il contingente da 191 a 33. La Moldova da 42 a 12.

La Polonia, tramite il primo ministro Marek Belka, , ha fatto sapere che ritirerÓ i propri 2.400 soldati entro la fine del 2005. La decisione di Belka risente di una pubblica opinione orientata al 70% per il ritiro e delle prossime elezioni parlamentari previste per il mese di maggio. La decisione polacca, terzo contributore dopo Regno Unito e Italia e al comando di una brigata multinazionale, lascerÓ una notevole vacanza nella zone centrale irachena. Il comando della brigata avrebbe dovuto ruotare con la Spagna, che invece ha lasciato l'Iraq con i suoi 1.300 militari dopo la vittoria di Zapatero alle elezioni politiche.

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