Anno 2004

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Bosnia, per Srebrenica il governo serbo si scusa

Pagine di Difesa, 11 novembre 2004

Il governo serbo di Bosnia ha presentato mercoledý le proprie scuse alle famiglie delle vittime del massacro di 7.800 civili mussulmani avvenuto nel 1995. Le scuse giungono alla fine dei lavori della commissione serbo-bosniaca sul pi¨ grave massacro di civili in Europa dalla seconda guerra mondiale. I lavori della commissione si sono conclusi da un mese, ma i risultati sono stati resi noti (in parte) soltanto mercoledý scorso.

Rappresentanti del governo serbo-bosniaco hanno dichiarato: "Il rapporto rivela che enormi crimini sono stati commessi nell'area di Srebrenica nel luglio del 1995. Il nostro sentimento Ŕ di condivisione del dolore con le famiglie delle vittime, siamo veramente spiacenti e chiediamo scusa per la tragedia".

Per molto tempo, negli anni passati, i serbo-bosniaci avevano biasimato il massacro, nel tentativo di respingere ogni accusa di coinvolgimento, ma a cominciare dallo scorso giugno - periodo in cui la commissione di Srebrenica ha cominciato a rendere nota la relazione preliminare - hanno riconosciuto che le loro forze di sicurezza hanno preso parte al massacro.

Il rapporto finale della commissione non Ŕ stato ancora reso pubblico nella sua totalitÓ, ma il governo serbo-bosniaco ha rivelato alcune delle sue conclusioni. Il rapporto ravvisa la pianificazione a priori dell'omicidio di massa di 7.800 uomini e ragazzi musulmani, mentre il governo si dichiara "determinato ad affrontare la veritÓ sul recente, tragico conflitto in Bosnia Herzegovina e faremo tutte le azioni necessarie per portare quanti hanno commesso crimini di guerra davanti alla giustizia".

Sono numerosi i serbo-bosniaci incriminati dal tribunale per i crimini di guerra delle Nazioni Unite, in Olanda, per i loro ruoli nel massacro di Srebrenica. Alcuni di loro si sono consegnati alle autoritÓ o sono stati arrestati dalle forze Nato di peacekeping.

Rimangono tuttavia ancora venti fuggitivi "di lusso", sospettati di essere nascosti nel territorio serbo-bosniaco. Tra di loro spiccano le figure di Radovan Karadzic e Ratko Mladic, entrambi incriminati per genocidio e crimini contro l'umanitÓ a Srebrenica e altri luoghi durante la guerra bosniaca del 1992-1995. Il conflitto aveva avuto origine dall'opposizione serba all'indipendenza della Bosnia dalla Jugoslavia, appoggiata invece dai musulmani e dalla Croazia. Ci furono oltre 200.000 vittime e 20.000 dispersi. (SF)

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