Anno 2004

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Grecia, no alla Macedonia nella Nato e nella Ue

Pagine di Difesa, 12 novembre 2004

Il governo greco ha fatto sapere che bloccherà l'accesso della Macedonia alla Nato e alla Unione Europea se la disputa che riguarda il nome del vicino Stato non viene risolta. La questione del nome della ex Repubblica Yugoslava di Macedonia (Fyrom, con questo nome è riconosciuta dalla comunità internazionale) è ritornata alla ribalta quando alcuni giorni orsono gli Stati Uniti hanno riconosciuto la Macedonia con il suo nome costituzionale.

Atene afferma che l'uso del nome Macedonia implica la rivendicazione di territori da parte del governo di Skopje nei confronti della Grecia, che ha una provincia con lo stesso nome. La Macedonia, indipendente dal 1991 dopo la separazione dalla Federazione Yugoslava, è diventata membro delle Nazioni Unite nel 1993 ed è stata riconosciuta con il nome di Fyrom (Former Yugoslav Republic of Macedonia), per superare l'obiezione greca sull'uso del nome Macedonia.

Dopo il riconoscimento del nome costituzionale da parte di Washington, il governo greco ha irrigidito la propria posizione e minaccia di non concedere il consenso all'ingresso dello Stato confinante né nella organizzazione del Patto Atlantico né nella Istituzione europea. Perché uno Stato sia ammesso alla Nato e alla Ue occorre infatti il parere favorevole di tutti i membri. Il presidente Costis Stefanopoulos in una lettera al presidente degli Stati Uniti ha espresso il profondo disappunto del popolo greco per la decisione.

Il portavoce del governo greco, Evangelos Antonaros, ha affermato: "E' noto che per entrare nella Unione Europea e nella Nato occorre il consenso unanime dei Paesi membri. La Grecia non darà il proprio consenso a meno che non si trovi una soluzione accettabile". Il governo greco non sembra quindi avere pregiudizi nei confronti di una via di uscita alla impasse, sulla base di negoziati.

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