Anno 2004

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Italfor Iraq, il 12 novembre a Nassiriya

Pagine di Difesa, 15 novembre 2004

Il ministro della Difesa Antonio Martino ha partecipato alla cerimonia che si è tenuta a Camp Mittica in onore dei militari e civili italiani e iracheni morti durante l'attentato alla base Maestrale in occasione del primo anniversario della strage. Una ferita sempre aperta, che provocò la perdita della vita a diciannove connazionali e nove civili iracheni, tra cui alcuni bambini.

Giunto a sorpresa all'aeroporto di Tallil alle 7:55 accompagnato dal comandante operativo interforze, tenente generale Filiberto Cecchi, il ministro è stato ricevuto dal comandante del contingente nazionale maggior generale Vladimiro Alexitch e dal comandante dell'Italian Joint Task Force, brigadier generale Enzo Stefanini.

La giornata è trascorsa in un clima di orgoglio e di intensa ma contenuta emozione ed è iniziata con la messa celebrata dal cappellano militare della brigata aeromobile Friuli, don Claudio Vanetti, sotto la tenda dove è allestita la chiesa del contingente.

Al termine della celebrazione religiosa il ministro Martino ha incontrato, per un punto di situazione, il governatore della provincia di Dhi Qar, Mohammed Sabri Hammid al Rumayad, che ha espresso gratitudine agli italiani per l'aiuto offerto al popolo iracheno.

La cerimonia di commemorazione è continuata in Piazza d'Armi, vicino al monumento in marmo dedicato ai caduti in Iraq, dove erano schierate le rappresentanze di tutte le task force: 900 tra soldati, carabinieri, marinai, avieri, crocerossine, romeni, portoghesi, americani, ma anche militari e poliziotti iracheni.

Dopo gli onori alle bandiere di guerra dei reparti schierati, ci sono stati alcuni momenti molto significativi. Prima la deposizione della corona portata da due militari, l'appuntato scelto dei carabinieri Roberto Ramazotti, di guardia alla base Maestrale e miracolosamente salvato dalla canna del suo fucile il giorno dell'attentato, e il caporal maggiore scelto Stefano Monellini, anche lui presente a Nassiriya il giorno dell'attentato e tornato in Iraq per continuare e onorare il lavoro dei colleghi che non ci sono più.

Poi gli alunni di una scuola elementare di Nassiriya sono sfilati davanti allo schieramento e hanno liberato grappoli di palloncini bianchi con attaccato un tricolore e la bandiera irachena su cui erano scritti i nomi delle vittime.

"Siamo venuti qui per commemorare i diciannove nostri connazionali e gli altri cittadini iracheni - ha sottolineato il ministro Martino nel suo discorso - che hanno perso la vita per via della matta bestialità degli autori di quel gesto infame. Non sono morti in guerra perché non siamo in guerra. Non siamo venuti in Iraq per prendere qualcosa ma per dare; non siamo in Iraq per occupare né per sopraffare, ma per proteggere, per aiutare e incoraggiare questo tribolato paese nel cammino verso la democrazia".

Dopo la conferenza stampa svoltasi al termine della cerimonia, il ministro della Difesa ha pranzato con i militari del contingente ringraziandoli, a nome suo e dell'Italia orgogliosa del lavoro svolto e dell'impegno dimostrato.

Nel pomeriggio il ministro è ripartito con un C-130J durante una tempesta di sabbia: "Ho sentito il dovere di essere qui" ha detto prima di decollare.

Fonte: Italfor Iraq

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