![]() |
| Anno 2004 | |
|
|
Erano le 15.00 del 13 dicembre quando la bandiera italiana, accompagnata da tre squilli di tromba, č stata ammainata per l'ultima volta nella base di White Horse ed č stata issata la bandiera irachena.
Con una sobria cerimonia il comandante della task force Desert Five, colonnello Carlo Fortino, ha consegnato al comandante del 604° battaglione dell'Iraqi National Guard (Ing) tenente colonnello Amer Hamid Hedad la base che ha ospitato i reggimenti italiani in terra irachena. Davanti alla palazzina comando, alla presenza del generale Enzo Stefanini, comandante dell'Italian Joint Task Force, erano schierati: una compagnia del 66° reggimento aeromobile Trieste; uno squadrone del reggimento Savoia Cavalleria; una compagnia del 604° battaglione dell'Iraqi National Guard, a testimonianza dell'attivitā congiunta italo-rachena. Collaborazione sottolineata dalle parole del tenente colonnello Hamid: "Sono orgoglioso di ricevere questa base dal contingente italiano e sono grato a tutti i soldati dell'Italian Joint Task Force per l'addestramento che continuamente danno hai miei uomini". Il generale Stefanini nel suo intervento ha espresso al comandante del 604° battaglione Ing i complimenti per l'attivitā svolta fino a ora, in particolare: "Esprimo soddisfazione per il comportamento dei suoi uomini, perchč quotidianamente mettono in gioco la loro vita, garantendo la sicurezza e la legalitā". La base di White Horse č stata presa in consegna dai contingenti italiani nel luglio del 2003. Ha ospitato da allora la principale task force di manovra: dal 18° reggimento bersaglieri al 151° reggimento Sassari, dal 11° reggimento bersaglieri al reggimento lagunari Serenissima e per ultima la task force Desert Five della Brigata Aeromobile Friuli. Il nome White Horse fu dato dalle truppe americane, ispiratesi a un dipinto raffigurante un cavallo bianco, posto all'ingresso della base. Fonte: Italfor Iraq, Nassiriya
|