Anno 2004

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Eurofighter Typhoon, aggiornamento e scheda tecnica

Pagine di Difesa, 18 dicembre 2004

Eurofighter GmbH e l'agenzia intergovernativa Netma (Nato Eurofighter and Tornado Management Agency) hanno annunciato di aver siglato il 14 dicembre scorso il contratto Tranche 2 per la produzione di 236 velivoli Typhoon destinati alle quattro nazioni partner, Germania, Italia, Regno Unito e Spagna. Si tratta di una decisione importante e molto attesa dall'industria aeronautica italiana, che partecipa con una quota pari al 20% del programma, e per le aziende del gruppo Finmeccanica in particolare che svolgono un importante ruolo nella definizione, progettazione, sviluppo e produzione del nuovo velivolo.

Gli Eurofighter della Tranche 2 avranno, rispetto alla versione iniziale attualmente in consegna alle forze aeree dei quattro paesi aderenti al consorzio, un sostanziale miglioramento della capacità aria-superficie e l'integrazione dei più avanzati missili aria-aria. La produzione dei 236 velivoli è così suddivisa: Germania 68 aerei, Italia 46 (di cui 3 biposto e 43 monoposto), Regno Unito 89, Spagna 33. Le consegne ai quattro paesi partner sono previste all'inizio del 2008.

Eurofighter Typhoon rappresenta il risultato di una collaborazione quadrilaterale di governi e industrie (Germania, Gran Bretagna, Italia, Spagna) per la realizzazione di un caccia multiruolo avanzato che costituirà il fulcro delle forze aeree per almeno i prossimi 30 anni. La definizione, progettazione, sviluppo e produzione dell'Eurofighter costituisce il principale programma di collaborazione industriale della storia d'Europa.

Il requisito

Eurofighter è un velivolo supersonico bimotore per difesa aerea, interdizione e superiorità aerea, sviluppato e prodotto in collaborazione da Finmeccanica (per la parte velivolistica da Alenia Aeronautica; per quella avionica da Galileo Avionica; per quella dei sistemi di comunicazione e navigazione da Marconi Selenia Communications, per i motori dalla partecipata Avio), da Bae Systems per la Gran Bretagna e da Eads per Germania e Spagna. Il programma è gestito dal consorzio Eurofighter GmbH, con sede a Monaco (Germania). Da parte governativa è gestito dall'Agenzia Netma, costituita per soddisfare le esigenze di approvvigionamento delle forze aeree dei quattro paesi partecipanti al programma.

Nel gennaio 1998 le quattro nazioni hanno sottoscritto un Memorandum of Understanding per le fasi di industrializzazione e produzione (suddivisa in tre Tranche) di 620 esemplari complessivi, così ripartiti: Germania 180, Regno Unito 232, Italia 121, Spagna 87. Nel settembre 1998 Netma ha siglato i contratti della prima Tranche per l'acquisizione di 148 velivoli e 383 motori.

La collaborazione industriale

Lo sviluppo e la produzione del velivolo sono affidati a due consorzi: Eurofighter, per la parte velivolistica, Eurojet per la motoristica. Eurofighter GmbH è costituito da Alenia Aeronautica (Italia 19,5%), Bae Systems (Regno Unito 37,5%), Eads-Spagna (13%) e Eads-Germania (30%); è responsabile del progetto, dello sviluppo e dell'assemblaggio finale del velivolo, della gestione del programma e del coordinamento delle attività dei sub-contraenti; gestisce e coordina le attività delle ditte subcontraenti. Eurojet Turbo GmbH, costituito da Avio (Italia 21%), Itp (Spagna 13%), Mtu-München (Germania 33%) e Rolls-Royce (Regno Unito 33%), è responsabile del progetto e del coordinamento delle attività per la produzione del motore EJ200 impiegato sul velivolo.

Per lo sviluppo e la produzione di sottosistemi complessi sono stati inoltre costituiti, e si interfacciano con Eurofighter, il consorzio Euroradar per la progettazione e la realizzazione del sistema radar del velivolo, denominato Captor (Galileo Avionica partecipa al consorzio) e il consorzio EuroDass (Defensive Aids Sub-System) per la progettazione e la realizzazione del sottosistema per la protezione del velivolo da minacce missilistiche a guida radar, laser o termica (anche in questo caso Galileo Avionica partecipa al consorzio).

Il programma, diviso in tre tranche, è così ripartito:
1^ Tranche: 148 aerei in produzione nel periodo 2003/2007
2^ Tranche: 236 aerei in produzione nel periodo 2007/2012
3^ Tranche: 236 aerei in produzione nel periodo 2012/2017

Risorse e capacità produttive del programma Eurofighter

Eurofighter Typhoon rappresenta per l'industria aerospaziale europea una spinta tecnologica e occupazionale in grado di offrire future garanzie di sviluppo ai partner, dando una garanzia di capacità, buon rapporto costo-efficacia e competitività globale. Attualmente oltre 60.000 persone nelle quattro nazioni partner, di cui 12.000 in Italia, sono oggi coinvolte nel programma. Nel caso del Typhoon, a sostenere queste capacità produttive, superiori oggi a tre velivoli al mese, vi è un portafoglio fornitori costituito da oltre 600 società, delle quali più di 200 in Italia. In fase di picco della produzione, il Team Eurofighter darà lavoro a oltre 120.000 persone in Europa, di cui 24.000 in Italia.

Il ruolo di Alenia Aeronautica

Alenia Aeronautica è il leader nazionale nel programma di produzione del velivolo, con una quota del 19,5% ed è responsabile della costruzione dell'ala sinistra, della progettazione e costruzione della fusoliera posteriore insieme a Bae Systems, della progettazione e integrazione di alcuni sistemi di bordo, quali armamento e navigazione, nonché dell'integrazione di tutto il sistema propulsivo. La società italiana è, inoltre, responsabile dell'assemblaggio finale di tutti i velivoli per l'Aeronautica militare italiana e di quelli dei clienti export dei paesi di competenza. Negli stabilimenti di Torino-Caselle, è in corso la produzione relativa alla prima tranche di 148 velivoli - 29 dei quali per l'Italia - definita e siglata nel 1998. A novembre 2004 erano stati consegnati alle forze aeree dei quattro paesi 29 velivoli.

In Italia, in particolare, sono stati consegnati all'Aeronautica militare italiana sei Typhoon biposto (uno alla base di Cameri, Novara, e cinque alla base di Grosseto) che, sino al 30 novembre, hanno effettuato un totale di oltre 350 ore di volo effettive. Il primo caccia monoposto per l'Ami, denominato IS002, sarà presentato al collaudo entro il 2004 mentre il primo monoposto IS001, che ha effettuato il primo volo agli inizi di luglio, rimarrà per il momento in Alenia Aeronautica come Instrumented Series Production Aircraft al fine di sperimentare alcuni sistemi. Oltre ai velivoli consegnati, sono stati già completati IS002 e IS003 mentre in linea di assemblaggio finale vi sono cinque aerei monoposto (IS004-5-6-7-8) e IT007 biposto.

L'occupazione in Alenia Aeronautica e in Italia

Negli stabilimenti Alenia Aeronautica di Torino e di Caselle, in cui lavorano complessivamente poco meno di 3.000 addetti, oltre 1.000 sono oggi impegnati nello sviluppo e produzione di Eurofighter Typhoon (con una capacità produttiva di circa un velivolo al mese). Ulteriori cento persone lavorano per il Typhoon negli stabilimenti del Sud (Nola, Casoria e Foggia). Con la firma del contratto della seconda tranche il numero complessivo di addetti e in particolare la quota delle unità impegnate nel programma per il caccia europeo potrebbe aumentare notevolmente. In termini occupazionali va sottolineato che in Italia sono impiegate in media per le sole attività dirette, interne ed esterne circa 7.200 risorse uomo/anno, di elevata qualificazione tecnica e alto livello professionale. Altre 4.800 risorse uomo/anno sono assorbite dalle attività indirette legate al programma.

Va considerato infine che tali attività comportano un indotto (terziario) per un valore equivalente alla somma delle attività dirette ed indirette. L'occupazione totale generata dal programma (diretta, indiretta e terziaria) è dell'ordine delle 24.000 risorse uomo/anno con una distribuzione sul territorio che può stimarsi 50% nel nord e 50% nel centro-sud. La produzione di Eurofighter comporterà ricadute dirette e indirette che potranno portare i loro benefici effetti sull'occupazione e in generale sulla economia europea e italiana per un periodo sicuramente non inferiore ai quindici anni.

I componenti di responsabilità Aermacchi

Con una partecipazione industriale di circa il 4%, Aermacchi ha un ruolo importante nel programma Eurofighter. In particolare presso l'azienda di Venegono sono stati progettati e sviluppati, e sono attualmente in produzione, le estremità alari, i piloni subalari, i raccordi ala-fusoliera e componenti degli alloggiamenti dei motori del caccia europeo. Inoltre sempre presso la Aermacchi si è svolto un esteso programma di test in galleria del vento della nuova macchina.

Galileo Avionica per l'Eurofighter Typhoon

Galileo Avionica partecipa allo sviluppo e alla produzione di sottosistemi complessi nell'ambito dei consorzi Euroradar per la progettazione e la realizzazione del sistema radar del velivolo, e EuroDass per la progettazione e la realizzazione del sottosistema per la protezione del velivolo da minacce missilistiche a guida radar, laser o termica. Galileo Avionica lavora anche su altri sistemi del velivolo, tra cui i display multifunzione del cockpit del Typhoon, i sistemi di navigazione; il sistema di gestione del sistema d'arma, il sistema di controllo del volo.

Galileo Avionica è Prime Contractor per il sistema passivo di ricerca, identificazione e puntamento dei bersagli del Typhoon, il Pirate, che sfrutta un sistema a raggi infrarossi, uno dei sistemi maggiormente avanzati del sistema di missione dell'aereo. Il programma Eurofighter rappresenta per Galileo Avionica una importante attività che coinvolge le business unit Sistemi ed Equipaggiamenti Avionici, quella Sistemi Radar e quella Simulatori e Teleguidati, presso gli stabilimenti di Milano, Torino, Pomezia e Ronchi dei Legionari, per un totale di circa 600 addetti.

Il contributo di Marconi Selenia Communications

La controllata Marconi Selenia Communications contribuisce al programma con la realizzazione della maggior parte degli equipaggiamenti di comunicazione e navigazione dell'aereo. Gli apparati Marconi Selenia Comunications, installati sui velivoli di tutte e quattro le nazioni partecipanti al programma, sono: il sistema Iff per l'identificazione amico-nemico; il sistema Mids Interface Unit (Miu); la Crash Survivable Memory Unit (Csmu); il sistema di atterraggio strumentale Microwave Landing System / MultiMode Receiver (Mls/Mmr); il sistema di navigazione Distance Measuring Equipment - Precision (Dme-P) Inoltre l'azienda partecipa alla fornitura diella Communication Audio Management Unit (Camu) e della radio V/Uhf.

La controllata Sirio Panel contribuisce al programma con la realizzazione di larga parte della strumentazione del cockpit. Gli apparati Sirio Panel equipaggiano i velivoli di tutte e quattro le nazioni che partecipano al programma e rappresentano lo stato dell'arte nel campo dell'interfaccia uomo-macchina. Gli equipaggiamenti Sirio Panel, quali i pannelli di controllo, le tastiere multifunzionali e i display, sono stati progettati dallo staff tecnico Sirio Panel con il conseguimento di numerosi brevetti e sono prodotti interamente nello stabilimento Sirio Panel di Montevarchi, Arezzo.

L'export

Oltre ai paesi partner, l'Eurofighter è stato già ordinato nel giugno 2003 dall'Aeronautica militare austriaca (18 esemplari) e le consegne sono previste a partire dal 2007. Il Typhoon è stato anche selezionato dalla Grecia e da Singapore ed è in fase di valutazione in Norvegia. Altri mercati potenziali interessanti sono la Turchia e la Svizzera.

Tecnologie d'avanguardia in continua evoluzione

Al momento della sua entrata in servizio Eurofighter Typhoon rappresenta la tecnologia aerospaziale più avanzata della sua generazione. Per tutto il ciclo di vita operativa Eurofighter sarà soggetto a un programma di potenziamento tecnologico ben definito che ne garantirà la competitività in uno scenario in continuo mutamento. Tecnologie in continua evoluzione, sia a bordo del velivolo sia nell'ambito dell'assistenza, ne aumenteranno l'efficacia operativa, le capacità di sopravvivenza e l'economia di gestione. Eurofighter è stato costruito con materiali leggeri ad alta resistenza (fibra di carbonio, fibra di vetro, leghe di titanio e di alluminio) e progettato in stretto coordinamento tra ingegneri e piloti.

Il Typhoon unisce tecnologie d'avanguardia con equipaggiamenti realizzati con tecniche di nuova concezione. Il pilota si avvale di un'ampia dotazione dei più moderni e avanzati sensori di navigazione, perlustrazione e attacco, pienamente integrati e capaci di scambiare dati e informazioni con altri velivoli e stazioni di terra. La cabina, dove tutti i comandi sono a portata di mano, è completamente trasparente e realizzata in un pezzo unico. Il velivolo è dotato di pilota automatico e di un sistema che consente di attivare alcuni comandi vocali. Il casco con proiezione dei dati sul visore consente di avere a disposizione del pilota tutti i parametri primari.

Il ruolo del Eurofighter

Il punto focale delle capacità richieste dal requisito per Eurofighter Typhoon è la possibilità di agire con efficacia in un contesto di network centralizzato ottimizzando il potenziale dell'intera gamma di funzioni operative. Le operazioni in cui sarà coinvolto potranno essere complesse attività militari, come - peculiarmente per l'Italia - attività multinazionali di mantenimento della pace e operazioni di difesa e sicurezza nazionale, ma anche con missioni di combattimento. La capacità swing-role (copertura di diversi ruoli nel corso di una stessa missione) del velivolo rappresenta la soluzione ottimale per soddisfare le più diverse esigenze di operazioni militari. Grazie alla straordinaria possibilità di dispiegamento e alle prestazioni negli ambienti più sofisticati, Eurofighter Typhoon garantisce livelli incomparabili di flessibilità in un unico velivolo.

Dati principali del velivolo

Lunghezza totale: 15.96 m.
Altezza: 5.28 m.
Apertura alare: 10.95 m.
Peso a vuoto: 11.150 kg
Peso massimo al decollo: 23.500 kg
Propulsori: 2 turbofan Eurojet EJ200
Spinta max senza post-bruc: 60 KN (13.500 lb)
Spinta max con post-bruc.: 90 kN (20.000 lb)
Velocità max: mach 2,0

Fonte: Finmeccanica, Roma

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