Anno 2004

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Esercito Italiano, le nuove frontiere del peacekeeping

Pagine di Difesa, 19 dicembre 2004

Il 16 dicembre 2004 nella biblioteca dello stato maggiore dell'Esercito è stato presentato il libro "Esercito Italiano. Le nuove frontiere del peacekeeping". Il libro, curato da Andrea Nativi, analizza l'impegno della forza armata che con oltre novemila uomini e donne impiegati ogni giorno al di fuori dei confini nazionali fornisce un contributo fondamentale alla ricostruzione e alla stabilità.

Nel libro, edito da Mondadori, vengono riassunti la storia, le ragioni, le caratteristiche, le prospettive del peacekeeping, esaminate dal punto di vista dell'Esercito, cioè della forza armata numericamente più impegnata in missioni all'estero.

Il volume è introdotto dalle prefazioni del curatore Andrea Nativi e del ministro della Difesa Antonio Martino. "Gli specialisti in questioni strategiche - scrive il ministro Martino - sono soliti ricordare che al mondo ingessato dalle due superpotenze è succeduto il mondo della conflittualità diffusa, con l'esplosione di tante tensioni nazionali, etniche, religiose, spesso aggravate dalla povertà, dalla mancanza di effettive autorità statuali, dal degrado sociale e ambientale, dal fanatismo. La comunità internazionale non è certamente spettatrice passiva di queste crisi. Il peacekeeping è una realtà di tutti i giorni, spesso divenuta peacenforcing nei teatri di maggiore complessità".

"In questi quindici anni - ricorda Martino - le Forze armate italiane (a parte il Libano) hanno partecipato a missioni di grande impegno anche in aree lontane dal territorio nazionale, dall'Iraq all'Afghanistan a Timor Est, ove sarebbe stato impensabile pochi anni addietro schierare soldati italiani. In questo stesso arco di tempo il nostro strumento militare è profondamente mutato in funzione del quadro strategico mondiale, che è radicalmente nuovo. Non è errato affermare che, tra le Forze armate, l'Esercito è stato maggiormente segnato dalle trasformazioni. Con la totale professionalizzazione del personale e la fine della leva, con l'arruolamento delle donne, con l'ammodernamento dei sistemi d'arma, l'Esercito ha definitivamente consegnato alla storia la vecchia immagine del soldato italiano".

Le riflessioni sono lasciate a undici contributi. Il primo è quello del capo di stato maggiore dell'Esercito, tenente generale Giulio Fraticelli. "E' bene ricordare - scrive Fraticelli - che lo strumento militare terrestre ha effettuato tutti questi interventi in concomitanza e al termine di un robusto processo di riduzione (i propri organici sono diminuiti di oltre il sessanta per cento nel corso degli ultimi quindici anni, passando da 290.000 effettivi del 1990 ai circa 114.000 attuali".

"Oggi - sintetizza il generale - il mutato contesto dinamico vede l'Esercito italiano in pieno cambiamento, con riferimento a cinque direttrici ben delineate: da forza prevalentemente statica e in potenza a strumento rapidamente proiettabile e con capacità operative in atto; da una visione prevalente di singola forza armata a componente integrata di uno strumento interforze e multinazionale; da esercito di leva a esercito professionale; da forza di massa a forza di qualità, ma numericamente sufficiente, operativamente flessibile e tecnologicamente evoluta; da esercito in guarnigione a esercito nella società e della società".

"Lo strumento militare terrestre che sta prendendo forma - aggiunge Fraticelli - si sta dimostrando in grado di svolgere efficacemente le missioni imposte dal nuovo scenario e discendenti dalla nostra legislazione".

Il libro si sviluppa con gli interventi di: Antonio Calabrò (Politiche di sviluppo e di sicurezza: costi e prospettive della cooperazione mediterranea), Sergio Romano (Il futuro dell'Afghanistan e dell'Iraq), Andrea Nativi (La nuova guerra e le operazioni di stabilizzazione: prime lezioni), Andrea Margelletti (Al Qaeda e la lotta al terrorismo internazionale), Alberto Negri (Le nuove missioni e l'Italia), Marcello Foa (Il significato e i risultati politici e strategici della presenza italiana nei nuovi teatri), Filiberto Cecchi (Le Forze armate italiane nelle missioni internazionali), Enrico Magnani (Le missioni dopo l'undici settembre 2001. I contingenti dell'Esercito in Afghanistan e in Iraq), Oscar Giannino (Come cambia l'atteggiamento degli italiani nei confronti delle forze armate e dell'Esercito), Vincenzo Sinapi (Con i soldati italiani in azione).

Il volume si chiude con una rassegna fotografica della operazione Antica Babilonia in Iraq e delle operazioni Isaf e Nibbio in Afghanistan.

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