Anno 2004

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Missioni, il German-Italian Battle Group in Bosnia

Andrea Santarossa, 13 marzo 2004

L'Esercito italiano è impegnato con contingenti in molti teatri operativi, dall'Europa all'Africa al Medio Oriente. La media di personale costantemente schierato all'estero si aggira sulle settemila unità, con punte che possono superare i diecimila uomini impegnati oltremare.

Attualmente il personale dell'Esercito impegnato nella missione SFOR di stabilizzazione in Bosnia Erzegovina comprende gli uomini e le donne inquadrati nel German Italian Battle Group dislocato a Sarajevo e dintorni. L'unità militare italo tedesca dipende dalla brigata multinazionale Salamandra, attualmente a comando spagnolo, stanziata a Mostar. La forza italiana è di circa 2000 uomini, tra ufficiali, sottufficiali e volontari. Fino a questo momento, dal 1995 si sono avvicendati oltre 20.000 uomini.

Per quasi tutto il corso del 2003, il gruppo di combattimento italo tedesco ha avuto responsabilità di comando italiana. Ultimo comandante il colonnello comandante del 5° reggimento alpini della brigata Julia, Luigi Vivona, (reggimento e bandiera di combattimento a Sarajevo). A partire dalla fine del 2003, per circa un anno , il comando dell'unità italo tedesca compete a un colonnello tedesco.

Vale la pena di riportare un breve consuntivo di sei mesi di intensa e proficua attività degli alpini della Julia in Bosnia, rientrati alla fine dello scorso anno, che hanno sempre operato con determinazione e particolare umanità a favore di popolazioni provate , per il bene di altri e per la pace.

I risultati di sei mesi di impegno si sono tradotti in centinaia di migliaia di chilometri percorsi dai mezzi del Battle Group della SFOR, senza alcun incidente di rilievo. Gli alpini hanno sequestrato un notevole ammontare di armi, munizionamento ed esplosivi per la conseguente distruzione. In particolare: oltre 750 armi leggere di vario calibro; circa 5.000 bombe a mano; più di mille lancia granate; 215 mine; circa 600.000 munizioni di tutti i calibri; 600 bombe da mortaio; 160 chili di esplosivo; centinaia di caricatori pieni e vuoti; oltre 300 baionette; 20 apparati radio e molte altre armi di tipo artigianale.

Unitamente all'attività prettamente operativa si è attuata una attività di tipo umanitario che ha visto la distribuzione di oltre 63 tonnellate di viveri pari a un valore equivalente a circa 92.000 euro. In particolar modo con la collaborazione dell'Associazione Nazionale Alpini e altre organizzazioni non governative (ONG) sono state consegnate a genti bisognose appartenenti a tutte le etnie più di 16 tonnellate di vestiario pari a 18.000 euro.

Inoltre sono state donate ad alcune strutture ospedaliere apparecchiature mediche pari a 33.000 euro. Sono state consegnate a 32 disabili altrettante sedie a rotelle e due elettriche a batterie pari a 8.000 euro e 5 protesi per traumatizzati di guerra. Infine è stata donata una sedia odontoiatrica a un poliambulatorio grazie ad una associazione di medici dentisti.

E' stata offerta una apparecchiatura per audio lesi a favore di un orfanatrofio di Sarajevo e altro materiale sanitario. Sono anche stati inviati in Italia con aerei militari, presso nostre strutture ospedaliere specializzate e in modo gratuito, numerosi bambini e persone traumatizzate o affette da gravi malattie, difficilmente curabili in Bosnia.

Il Battle Group è stato anche promotore di incontri e accordi con sindaci locali, all'interno dell'area bosniaca di competenza, allo scopo di favorire una sempre maggiore sicurezza e sviluppo economico della regione. Ha organizzato incontri e conferenze culturali, patrocinato e supportato un meeting tra imprenditori italiani del nord est e bosniaci allo scopo di favorire la ripresa sociale ed economica della Bosnia Erzegovina.

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