Anno 2004

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In arrivo contingente misto italo-albanese

Vincenzo Sinapi, 29 gennaio 2004 - Cortesia di ANSA

Un contingente misto italo-albanese da impiegare nelle operazioni di peacekeeping, le missioni di pace ''fuori area'': ancora non c'e' nulla di deciso, ma il Governo di Tirana ha avanzato la richiesta, l'Esercito ha gia' dato parere favorevole e ''io credo - dice il sottosegretario alla Difesa Filippo Berselli - che possa andare a buon fine''.

La novita' e' emersa a Valona, dove Berselli ha inaugurato la Scuola di volo delle Forze aeree albanesi: un complesso costituito da 13 palazzine, aula didattica, stazione meteo, completamente ristrutturato dal Gruppo autonomo Albit (acronimo di Albania e Italia) dell'Aeronautica militare. Circa 110 persone hanno lavorato da maggio 2000 a questo progetto della Die, la Delegazione italiana esperti in Albania, che l'Italia ha finanziato con 1 milione e 600.000 euro: ora e' tutto pronto, compresa la pista di volo di Pish Poro, per l'addestramento al volo dei piloti.

Alla cerimonia c'era anche il ministro della Difesa albanese, Pandeli Majko. E' stato lui, dopo aver ringraziato il governo italiano per la cooperazione ''ormai consolidata'', ad auspicare che ''i militari albanesi possano partecipare insieme agli italiani alle missioni internazionali''. E spiega: ''le nostre Forze armate sono gia' presenti all'estero, con circa 200 uomini: siamo in Bosnia, in Iraq, in Afghanistan. Ora stiamo cercando di organizzare delle truppe di peacekeeping bilaterali italo-albanesi''. Un progetto di cui Majko, nel corso della sua ultima visita ufficiale in Italia, avrebbe parlato con il ministro Antonio Martino.

Berselli conferma. ''Stiamo pensando alla possibilita' di condurre operazioni di pace fuori area inserendo, in alcuni casi, aliquote di militari albanesi nei nostri contingenti. C'e' stato il parere favorevole dell'Esercito ed ora la questione e' all'esame dello Stato maggiore della Difesa. Penso che possa andare a buon fine. Anche perche', considerato l'alto numero di uomini che l'Italia impiega fuori dai confini nazionali, questo contributo potrebbe essere importante''.

Ma niente a che fare con la ''brigata di albanesi'' di cui si e' parlato in passato, cioe' l'ipotesi di reclutare cittadini extracomunitari nelle Forze armate italiane, che tante polemiche ha suscitato e alla quale lo stesso Berselli continua a dirsi ''contrario, anzi contrarissimo''. ''Qui - spiega infatti il sottosegretario - parliamo di una cosa diversa. Gli albanesi restano a far parte dell'Esercito albanese: solo sarebbero inseriti, in modo organico, in un contingente italiano''.

Insomma, non una semplice cooperazione tra forze di diversi Paesi sotto il comando di uno di questi, come gia' normalmente avviene in tutte le operazioni multinazionali, ma qualcosa di piu': e, cioe', una vera e propria 'integrazione' di un nucleo di militari in un contingente di altra nazionalita'. Tutto questo, pero', sempre salvaguardando l'appartenenza alle rispettive Forze armate.

Certo, dar vita a un contingente misto come quello ipotizzato comporta dei problemi da risolvere. Ed infatti, afferma lo stesso Berselli, i tecnici della Difesa sono ora alle prese con alcune questioni specifiche ''come la retribuzione e le regole d'ingaggio''.

Nel campo della cooperazione tradizionale, invece, proprio dalla nuova scuola di volo di Valona potrebbero arrivare delle novita' nel campo del contrasto all'immigrazione clandestina. E' in questa Accademia, infatti, che si stanno addestrando gli equipaggi dei nuovi elicotteri AB 205 per la ricerca e il soccorso che le Forze aeree albanesi stanno aspettando.

I primi due sono in arrivo per il mese di luglio. ''Questi elicotteri - ha detto Majko - potranno collaborare all'attivita' della polizia e della Guardia costiera per la sorveglianza dei flussi migratori. E' un tipo di impiego che sara' oggetto di una discussione bilaterale tra i tecnici''.

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