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| Anno 2004 | |
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Nel novembre del 2000 - e poco prima del Trattato di Nizza [Ref.07] - gli Stati membri della Unione Europea decisero di contribuire alla European Rapid Reaction Force (Errf) dando così ai dirigenti della Ue la possibilità di contare su una forza che entro il 2003 avrebbe dovuto: comprendere circa 100.000 soldati, 400 aerei e 100 navi; essere capace d'impiego entro due mesi e in un raggio d'azione di 1.500 chilometri; essere in grado di rimanere in campo per la durata di un anno [Ref.05]. Aerei pesanti da trasporto furono ordinati all'Airbus da vari paesi europei ma le prime consegne non sono attese prima della seconda metà o la fine del 2007. Lindborg [Ref.05] ha osservato che per la Errf questo potrebbe rendere difficile il mantenere l'impegno d'intervento entro 60 giorni. L'Italia, era inizialmente tra i paesi che avevano ordinato questi aerei, ma poi si ritirò dal programma [Ref.08].
Dopo decine d'anni di dipendenza dalla Nato e dagli Usa, la Errf - conosciuta anche sotto il nome di "Euro-army" - dà all'Europa una capacità operativa militare che secondo il Trattato di Nizza includerà anche "compiti umanitari, di soccorso, mantenimento della pace, conflitti in situazioni critiche comprendenti quelle associate alla pacificazione" [Ref.09]. La Errf non è intesa come una forza permanente, ed è composta da forze fornite dai diversi Stati membri. Una lista di dati aggiornati al mese di luglio 2003 indica che Germania, Regno Unito (Uk) e Francia sono i maggiori contribuenti con truppe di 13.500, 12.500 e 12.000 soldati, rispettivamente. Al quarto posto della lista - che include 14 nazioni - ci sono l'Italia e la Spagna entrambe con 6.000 soldati [Ref.10]. Inserimento Rapido Una forza di reazione rapida implica la capacità di inserimento in teatri operativi distanti. Secondo il maggiore generale D. Starink della Rnaf (Royal Netherlands Air Force) questo implica: comando e controllo; riconoscimento dello scenario terrestre e aereo; esecuzione di missioni tattiche terra-aria e aria-aria; soppressione delle difese nemiche; contromisure di guerra elettronica; ricerca e soccorso; ricognizione e sorveglianza [Ref.11]. Starink mette in rilievo che il più grande problema della forza aerea europea è l'organizzazione che è frammentaria e incoerente, perché le forze aeree dei diversi paesi sono principalmente considerate come entità nazionali e di conseguenza sono organizzate, finanziate ed equipaggiate secondo criteri diversi. Egli osserva che se l'Europa continua a considerare le forze aeree in modo tradizionale è impossibile raggiungere gli obbiettivi voluti e che a tale scopo è necessario che le varie forze aeree europee imparino a lavorare insieme. A supporto di questo suggerimento Starink si avvale del modello della Aerospace Expeditionary Force (Aef) che da quattro anni è stato adottato della Usaf (United States Air Force). La Aef è basata su un modello organizzativo inteso ad aumentare l'efficenza d'impiego dei vari stormi e delle risorse disponibili. Seguendo questo modello la Usaf è divisa in diverse Aef, ciascuna con la propria capacità tattica, sostenute da risorse comuni. Se una Eaf ha meno del necessario per eseguire una certa missione, ciò che manca è ottenibile da una comune riserva centrale. Un certo numero di Aef è permanentemente pronto a essere impiegato dovunque nel mondo nel giro di qualche giorno. Il resto delle Aef è in uno stato di addestramento, preparazione accelerata o riposo. In questo modo le operazioni attive, l'addestramento e il riposo sono ugualmente distribuiti tra le varie Aef, mentre una robusta capacità di risposta rapida può essere mantenuta quasi indefinitamente. Starink nota che in questo risiede la forza della Usaf e suggerisce che gli europei dovrebbero seguire questo modello. Nella Usaf le Aef furono implementate nel gennaio del 2000 [Ref.12]. Nel settembre del 2004 il periodo attivo del ciclo Aef fu cambiato da 90 giorni ogni 15 mesi a 120 giorni ogni 20 mesi offrendo così maggiore stabilità ai comandanti e riducendo da quattro a tre volte all'anno le perdite di tempo dovute al movimento e scambio di personale. La Usaf - attiva, riserva, e Guardia nazionale comprese - fu suddivisa in 10 Aef ciascuna delle quali disporrà di 150-175 aerei, circa 15.000 persone e sarà più potente delle forze aeree della maggior parte di altre nazioni [Ref.12]. |