Anno 2004

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Strategia di Difesa Transatlantica (6/6)

Giorgio Siragusa, 11 dicembre 2004

Sintesi conclusiva e osservazioni

Dall'ottobre del 2004 l'Europa ha una costituzione che è l'inizio del processo di consolidamento di una entità i cui interessi non necessariamente coincideranno con quelli degli Stati Uniti e la cui tecnologia, capacità industriale e forze armate saranno un giorno adeguate a difendere tali interessi. L'analista Americano P. Gold [Ref.33] ha osservato che con il passare del tempo l'Europa continuerà a crescere e affermarsi come forza globale e che per quanto questo sia poco piacevole per l'orgoglio nazionale degli americani essi dovranno adattarsi alla nuova situazione. Da un diverso punto di vista questo rappresenta un primo limite alla futura libertà d'azione della politica estera degli Stati Uniti.

Un secondo limite è la situazione in Asia, dove c'è un vasto arsenale di armi convenzionali e nucleari e quattro potenze nucleari (Cina, India, Pakistan, Russia) sono impegnate da lungo tempo in una rivalità che né gli Usa né l'Europa possono controllare e che potrebbe dar luogo a un conflitto di vaste proporzioni [Ref.34]. Gli obblighi di difesa con il Giappone e Taiwan limitano la libertà d'azione degli Usa nel Pacifico. La Cina con l'occupazione del Tibet, il ritmo accelerato di espansione industriale, la profonda penetrazione commerciale nel mercato nord americano, la costruzione del condotto petrolifero Cina-Kazakhstan [Ref.35], il corrente iteresse nelle risorse naturali e relative infrastrutture in Brasile e Argentina e nell'industria mineraria canadese e cubana [Ref.36] rappresenta un limite importante alla supremazia globale degli Stati Uniti. In aggiunta, l'America ha ora un un debito pubblico in eccesso di otto trilioni di dollari [Ref.36], che costituisce una costante preoccupazione per l'eventuale effetto sulle rate d'interesse e il carico che imporra' a generazioni future.

Nella stampa nord americana cenni alla "Espansione Imperiale" degli Stati Uniti sono abbastanza frequenti, ma dalle osservazioni precedenti sembra chiaro che gli Usa stanno semplicemente cercando in tutti i modi di mantenere quello che hanno. Il rinnovato interesse nello sviluppo di un sistema di difesa anti-missile è stato severamente criticato da scienziati e personale qualificato del Pentagono. Il merito del sistema a scopo difensivo è talmente dubbio che l'intero sistema è stato descritto come una "frode" e c'è motivo di pensare che lo scopo reale del programma è offensivo, non difensivo. In tal caso la dubbia capacità d'intercettazuione di missili nemici non ha importanza perché il sistema è in realtà dedicato a ottenere la capacità offensiva d'attacco iniziale (first strike capability). Secondo la Bbc, 449 milioni di sterline sono già stati stanziati per l'implementazione del programma anti-missile degli Usa in Inghilterra. E' probabile che prima o dopo altri paesi europei debbano decidere il loro corso d'azione.

Con riferimento all'Iraq si deve notare che dal 1945 in poi il petrolio fu considerato talmente vitale per la prosperità e lo stile di vita americani che fu incluso formalmente nelle competenze del dipartimento della Difesa [Ref.37]. Dati aggiornati al giugno 2003 indicano che il 64 per cento delle riserve accertate di petrolio mondiali sono concentrate in sei paesi del Golfo Persico [Ref.37, pag. 18; 19 figura 3]. Inoltre, si prevede che il volume di petrolio necessario agli Stati Uniti crescerà da 20,5 milioni di barili al giorno nel 2005 a 28,3 milioni di barili al giorno nel 2025 [Ref.37, pag. 17 figura 2]. Quindi, probabilmente, la dipendenza degli Stati Uniti dal petrolio del Medio Oriente continuerà ad aumentare per un certo numero di anni e con essa la possibilità di nuovi conflitti. La corrente destabilizzazione dell'Iraq non è risolubile a breve scadenza e l'Europa non può permettersi di continuare a contare quasi completamente sugli Stati Uniti per controllare la situazione.

Gli Europei, a ogni modo, non devono dimenticare l'aiuto ricevuto in tempi passati e recenti e ora è venuto il loro turno di aiutare l'America. L'Europa, inoltre, potrebbe trarre beneficio dall'aiuto dato agli Usa aggiudicandosi contratti, e - in caso di necessità - ottenendo assistenza negli anni di transizione prima di avere raggiunto coesione politica e militare. C'è anche da notare che la popolazione islamica tende a raddopiare in numero ogni 20-25 anni [Ref.36] e che questo potrebbe avere come risultato un forte cambiamento o addirittura una destabilizzazione della società europea.

L'Italia da parte sua deve partecipare attivamente alla unificazione europea, modificare il sistema elettorale in modo da ottenere un governo più stabile (limitare il numero dei partiti) e togliere le limitazioni costituzionali che sono il residuo di una guerra persa più di cinquant'anni fa e che impediscono alle nostre forze armate di agire offensivamente quando gli interessi dell'Italia o della Unione Europea sono minacciati. Questi limiti sono dannosi per il personale militare nel teatro operativo, stimolano l'ipocrisia e mediocrità dei politici e danno ai militari alleati l'opportunità di accusare ingiustamente le nostre forze armate d'incompetenza o codardia.

Considerate nel loro complesso le forze aeree della Unione Europea costituiscono una organizzazione e frammentaria e incoerente. Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo, Spagna, Turchia, e Inghilterra hanno ordinato quadrimotori pesanti a turboelica da trasporto militare Airbus A400 M rispettivamente in quantità di 7, 50, 60, 1, 27, 10, 25 [Ref.38]. L'Italia aveva inizialmente ordinato 16 Airbus A400 M, ma successivamente ha cancellato l'ordine [Ref.38]. E' inspiegabile che mentre altri paesi con meno risorse hanno cominciato a creare uno standard di trasporto militare che aumenterà l'efficenza operativa della Errf, l'Italia ha ancora una volta dimostrato che nel contesto europeo non sa decidere che cosa fare di se stessa.

34) Margolis E.S.: "War at the top of the world"; Key Porter Books; Toronto 1999
36) Notiziari NPR, CBC, TVO
37) Klare M.T.; "Blood and Oil" ; Metropolitan Books; H. Holt & Co.; New York, 2004

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