Anno 2004

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Iraq, un immenso magazzino di materiale esplosivo

Fernando Termentini, 7 dicembre 2004

Explosive Remain of War (Erw), tre parole in inglese che sono entrate a far parte della terminologia ufficiale per indicare il problema degli ordigni bellici non esplosi (Uxo), che inquinano un territorio nell'immediato periodo post bellico.

Erw, infatti, può essere tradotto in italiano come "Residuati esplosivi della guerra". Oggetti ad alto potenziale che inquinano il terreno, che rappresentano un pericolo immediato per la popolazione residente ma anche e spesso un potenziale "magazzino" di rifornimento per chi intenda utilizzare il materiale per scopi non leciti.

Proiettili di artiglieria, bombe di mortaio, missili, mine e quanto altro utilizzato su un campo di battaglia e che rimane non esploso sul terreno. Immagini ricorrenti dove è passata una guerra, realtà concreta dello scenario iracheno e che garantisce una notevole potenzialità di "materia prima" per i possibili terroristi e quindi oggetti altamente pericolosi che devono essere immediatamente eliminati.

In Afghanistan e in Iraq - così come in Bosnia , in Croazia e in Serbia - la popolazione, e in particolare donne e bambini, saltano sulle mine, ma le centinaia di migliaia di Erq abbandonati sul terreno rappresentano un pericolo ancora maggiore in quanto di peculiare interesse per il recupero dei metalli pregiati che ne compongono le parti.

Gli Erw ed Uxo rappresentano, peraltro, una fonte di approvvigionamento di esplosivo e di incendivi per chi ne intenda fare un impiego non lecito, come gli attentati dinamitardi o il commercio clandestino di materiale bellico.

Negli ultimi decenni la comunità internazionale si è impegnata moltissimo per ridurre la presenza di mine nei territori dove per decine di anni si sono sviluppati scontri armati. Il problema degli Uxo, invece, è stato per lungo tempo sottovalutato, come peraltro ammesso da UN Mine Action Service (Unmas) il 1° dicembre scorso in occasione del summit di Nairobi sulla revisione del Trattato di Ottawa.

In questa circostanza, infatti, sono state rese note delle statistiche che ci dicono che nel mondo attualmente l'88% delle aree a rischio lo sono per la presenza di Uxo e il restante 22 % per quella delle mine. Gli Uxo si sono quindi accumulati nel tempo in depositi a "cielo aperto", spesso in zone anche sconosciute.

In Angola, per esempio, l'abbondanza e lo stato di conservazione di questo materiale è tale che lascia pensare a una possibile sua utilizzazione per scopi non leciti locali e anche estesi a paesi limitrofi dell'Africa subequatoriale dove la situazione politica è ancora ad alto rischio. Trafugare materiale del genere non rappresenta assolutamente un problema e comporta, nella quasi generalità dei casi, un rischio molto contenuto.

Altrettanto, non è un problema utilizzare Erw per caricare ad esempio un'auto bomba destinata ad attentati terroristici. Per questo scopo serve solo una certa professionalità accompagnata da una modesta preparazione nel settore dell'impiego degli esplosivi, caratteristiche non difficili da trovare fra gente che per anni ha combattuto.

L'Iraq oggi rappresenta un esempio di riferimento molto significativo e attuale in considerazione di quanto sta avvenendo nel paese. In Iraq trovare materiale esplodente non è assolutamente difficile, come semplice e abbastanza privo di rischi è appropriarsene e accantonarlo per ogni possibile utilizzo successivo. Una situazione peraltro - per quanto dato di conoscere perché constatato sul terreno - non controllata dalle truppe della coalizione che presidiano il territorio. Chi scrive ha lanciato un allarme fin dal settembre del 2003, dopo il primo grande attentato a Bagdad dove trovò la morte il rappresentante delle Nazioni Unite.

Un allarme pubblicato su quotidiani ma non si sa come e se preso nella giusta considerazione, visto che gli attentati in Iraq non cessano e sono realizzati sempre con modalità molto simili, che evidenziano l'utilizzo di cariche non costitute da semplice esplosivo, ma ottenute - come riscontrato nella quasi totalità delle occasioni - assemblando munizionamento bellico di vario calibro e di diversa tipologia.

In sintesi, ogni automezzo fatto saltare in aria è stato caricato come se fosse un "fornello" per la distruzione di munizionamento. Il fornello è il vano di carico dell'automezzo utilizzato e l'innesco è quello dei proiettili stessi non necessariamente amplificato da altri detonatori. Un compito tecnicamente semplice per specialisti anche di modesta esperienza e facile anche per quanto attiene a quella che può essere definita la logistica operativa.

Nei luoghi a cui ci riferiamo non è assolutamente difficile procurarsi automezzi e materia prima esplosiva. E' sufficiente, infatti, creare una rete locale, facendo riferimento alla stessa popolazione civile utilizzata "come raccoglitori e trasportatori a pagamento di ordigni non esplosi". Nel paese, sicuramente non manca la disponibilità di polvere da sparo, spolette, esplosivo e metalli per incrementare la potenza dell'esplosione e gli effetti dirompenti delle cariche.

Chi scrive ha contato centinaia di riservette munizioni dell'ex Esercito iracheno, sparse a ridosso della strada che porta da Bassora (Basra) a Bagdad, sufficienti - ciascuna - a garantire la "materia prima" necessaria per almeno due attentati del livello di quello che a Nassiriya lo scorso anno ha coinvolto tragicamente il contingente militare italiano.

Trenta o quaranta proiettili di grosso calibro, come i migliaia di calibro 122 mm sparsi nel deserto, se opportunamente sistemati con adeguato innesco e intasamento, sono sufficiente ad abbattere una palazzina di 3-4 piani. Un allarme non esagerato se si considerano alcune cifre ufficiali che provengono dalle Nazioni Unite.

In Iraq, a partire dal 1° giugno 2003 è stato dato corso alle prime attività di Survey e di distruzione degli Erw-Uxo. Un lavoro difficile reso ancora più pericoloso dalle note condizioni di non sicurezza che caratterizzano il paese e sviluppato nel quadro di un Dispositivo di Risposta Rapida che ha visto il coinvolgimento di moltissimi professionisti civili internazionali, fra cui gli italiani facenti parte di organizzazioni non governative e di ditte commerciali specializzate.

Ad oggi, a più di 18 mesi dall'inizio delle attività è stato bonificato lo 0,032% delle aree pericolose e non si riesce ancora ad avere un'idea precisa di quanto materiale esplodente sia abbandonato e sparso sul territorio iracheno e il riferimento al comando delle Forze militari del contingente internazionale in area non permette di quantificarne l'esistenza per "mancanza di dati oggettivi".

Un messaggio - quello iracheno e in parte anche quello afghano - purtroppo quanto mai attuale e reale, se si considera la stretta consequenzialità fra presenza massiccia di Erw e numero di attentati che quotidianamente avvengono in Iraq e anche in Afghanistan.

Un problema che dovrebbe rappresentare una "Lesson Learned" da tenere ben evidente in futuro e che dovrebbe suggerire, in situazioni del genere, di prevedere e attuare immediatamente attività di controllo del territorio che tengano in massima considerazione la gestione della raccolta e distruzione sistematica degli Erw. Una responsabilità che dovrebbe entrare a far parte di quelli che sono i compiti istituzionali di chi ha il compito di garantire la sicurezza di un territorio instabile come le Forze multinazionali di interposizione.

Un compito che deve essere aggiunto a quelli giuridicamente riportati nelle Convenzioni e Protocolli di Ginevra, come ad esempio nell'Articolo 52 della Convenzione che stabilisce i compiti istituzionali delle truppe militari di interposizione che operano in una nazione ospite.

Provvedimenti fondamentali che nell'immediato ridurrebbero la possibilità di disporre di materiale - come gli Erw e gli Uxo - utilizzabile per atti terroristici ma anche possibile fonte di commerci illeciti e potenzialmente pericolosi per lo stesso mondo industrializzato occidentale, anche se lontano dalle aree calde. Aspetti che incrementano quello che potrebbe essere considerato in valore assoluto "il potenziale letale" degli Erw e degli Uxo.

Un potenziale che sicuramente intacca la sicurezza in un paese emergente dalla guerra e che altrettanto certamente contribuisce a incrementare la indeterminatezza globale, potendo coinvolgere direttamente e indirettamente qualsiasi punto del pianeta.

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