Anno 2004

Cerca in PdD


La Georgia di Saakashvili verso la riunificazione

Davide Valfrè, 15 giugno 2004

Quando chi scrive vide l'ascesa al potere di Mikhail Saakashvili, il suo ingresso letteralmente dirompente nel parlamento georgiano e il suo insediamento rapido quanto tumultuoso, la Georgia e il Caucaso sembravano posti più o meno immutabili.

L'impressione era quella di un leader populista, al quale la piazza guardava con un misto di entusiasmo e disincanto tipicamente georgiano, l'occhio allenato di chi le ha viste un po' tutte ma con l'animo pronto a infiammarsi per la nuova speranza.

Mentre le riforme economiche del paese avanzano un po' a tentoni, per nulla aiutate dai proclami del presidente sulla presunta maturità del capitalismo georgiano (e della conseguente inutilità di investimenti esteri in settori strategici), un terreno che sembrava congeniale a Saakashvili era quello della riunificazione territoriale della Georgia.

L'anno scorso, le zone che si dichiaravano più o meno autonome da Tbilisi erano tre: Agiaria, Abkhazia e Sud Ossezia. Sistemata la prima, stuzzicata a dovere la seconda, ora sembra il turno della zona che i georgiani chiamano Distretto di Tskhinvali, al confine con la Ossezia del Nord, in Russia.

La regione è separata dal resto del paese dal 1991, dopo una guerra civile che fece migliaia di vittime. Rivendicazioni territoriali ed etniche (è forte il legame con la parte russa dell'Ossezia), un fiorente contrabbando che gode dell'assenza di controlli statali e la politica russa del vicino ingombrante, avevano finora tenuto separato il distretto ribelle dalla Georgia.

La strategia di Tbilisi è stata un misto di minacce di azioni militari, lotta al contrabbando, accenni al ritiro, strette di mano: più che altro, la decisiva leadership del presidente georgiano sembra la carta in più di Tbilisi per arrivare anche in questo caso a una soluzione positiva.

La Sud Ossezia al momento sta guardando con realismo all'ipotesi di riavvicinamento e, anche se non sarà un terremoto come quello che ha portato alla fuoriuscita del presidente dell'Agiaria a maggio, sicuramente è un passo avanti.

Con tutta probabilità, la prima fase della presidenza di Mikhail Saakashvili si potrà dire conclusa quando il paese sarà riunificato e potrà quindi giocare un ruolo più importante nell'economia e nei rapporti di forza della regione a sud del Caucaso. La vera prova del fuoco sarà capire se a questo punto la Georgia si avvicinerà di più all'Europa e alla NATO o se invece tornerà nell'orbita di Mosca.

FAI CLICK SU QUESTO LINK ED ESPRIMI LE TUE IDEE NEL FORUM