Anno 2004

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Italfor Bosnia, come si fa una missione di pace

Edoardo Zironi, 18 giugno 2004

Lo scorso venerdì 21 maggio 2004 a Railovac, alla presenza del comandante operativo interforze, tenente generale Filiberto Cecchi, e dell'ambasciatore italiano in Bosnia, Saba D'Elia, ha avuto luogo la cerimonia di scioglimento del German-Italian Battle Group, unità binazionale alle dipendenze della Brigata Multinazionale Sud-Est (MNB-SE) con sede a Mostar.

Gli artiglieri del 52° reggimento artiglieria terrestre Torino, rinforzati da militari di altre unità, dal 2 dicembre scorso costituiscono Italfor-Bosnia. Il contingente dell'esercito è di circa 800 uomini ed è comandato dal colonnello Marco Bedina. Una parte di esso è stata inquadrata nel German-Italian Battle Group. Il compito assolto dalla unità ha compreso: attività di pattuglia a garanzia della sicurezza della popolazione locale; verifica del rispetto da parte delle diverse etnie degli accordi di Dayton, che misero fine al conflitto nel 1995; difesa dei centri nodali necessari al normale e libero funzionamento di televisioni, radio e telefonia mobile.

Lo scioglimento del German-Italian Battle Group rientra nel più ampio quadro di riduzione della presenza in Bosnia delle forze NATO impegnate nella missione SFOR. Sebbene anche il contingente italiano sia destinato a subire una riduzione, Italfor-Bosnia (il cui avvicendamento, iniziato il 3 giugno, si completerà a fine mese) sarà costituito da circa 500 unità dislocate principalmente a Sarajevo e Rogatica (90 km da Sarajevo). L'Italia resterà così la seconda maggiore presenza tra le forze che costituiscono SFOR.

Venendo a mancare il comando binazionale a livello Battle Group, anche la Brigata Multinazionale ridurrà il proprio livello ordinativo: la dicitura Brigata Multinazionale Sud-Est varierà in Task Force Sud-Est. Comandata sempre da un ufficiale generale, questi darà ordini direttamente alle compagnie operative dislocate sul terreno (l'attuale area di competenza della brigata resterà la stessa anche per la Task Force), ognuna delle quali dovrebbe appartenere a uno dei quattro paesi che già costituiscono la brigata (Italia, Spagna, Francia e Germania).

Da inizio mandato, il 52° reggimento artiglieria terrestre Torino di Vercelli ha messo in atto più di 1.800 pattugliamenti (diurni e notturni) volti alla tutela del personale locale, alla scorta di diverse personalità, al monitoraggio delle unità degli eserciti locali e al controllo del rispetto degli Accordi di Dayton. Ha portato a termine più fasi della operazione Harvest e ha raccolto o sequestrato più di 1.100 bombe a mano, 124 bombe da fucile, 76 bombe da mortaio, 39 mine (tra antiuomo e anticarro), 153.750 munizioni di vario calibro, 60 chilogrammi di esplosivo e 230 armi.

Ha garantito più di 60 interventi degli specialisti in agenti nucleari, biologici e chimici (senza alcun riscontro) mediante il controllo di materiale bellico, itinerari, personale e container. Ha percorso più di 320.000 chilometri - senza incidenti significativi - tra attività operativa, consegna di aiuti umanitari (circa 18.000 km) e trasporto di materiale vario per un totale di 5.623 tonnellate di cui circa 49 solo in aiuti (attrezzature scolastiche, personal computer, alimenti, vestiario, materiale sanitario, sedie a rotelle, poltrone odontoiatriche, arredi, attrezzature ospedaliere e giocattoli). Ha contribuito a inviare in Italia, per ricevere cure adeguate, 18 bambini affetti da leucemie, 11 da tumori e 6 da problemi cardiaci.

Come ultimo gesto di solidarietà nei confronti del popolo bosniaco prima del rientro in Italia, il comandante del contingente ha autorizzato una sottoscrizione a favore di una bambina che necessita di un intervento chirurgico agli occhi per non perdere la vista: la piccola Aida, di appena 5 mesi, riceverà la somma di 2.430 euro che le permetteranno di avere una vita normale e felice, con i migliori auguri dei soldati d' Italia.

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